Apostolo di Gareth Evans - la recensione di FilmTv

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Pier Maria Bocchi dice che Luci lontane è il film da salvare oggi in TV.
Su IRIS alle ore 03:00.

Una serie tv da cominciare? Attenzione, perché secondo Alice Cucchetti è magnetica e non potrete fare a meno di finirla.

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L'ultimo film di Paul Schrader, First Reformed , esce direttamente in dvd, ma per noi è il film della settimana. Ripercorriamo la carriera di questo regista con un ritratto di Roberto Manassero.

Il blu è un colore caldo, soprattutto se si tratta di un giallo di Simenon raccontato da Amalric.

Quando Rete 4 fu mandata sul satellite. Dialogo tra un canale televisivo e Tommaso Labranca.

La citazione

«Life... don't talk to me about life...»

scelta da
Alice Cucchetti

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Recensione pubblicata su FilmTv 41/2018

Apostolo


Regia di Gareth Evans

Dunque l’enfant prodige gallese autore di uno degli action migliori del millennio, l’indonesiano The Raid, torna a casa e allettato dalle sirene di Netflix cambia genere. Apostolo, da Gareth Evans scritto, diretto e montato, è un cosiddetto period horror inserito in una tradizione, quella britannica, che in passato ha regalato almeno due titoli di culto, qui consapevolmente saccheggiati: Il grande inquisitore di Michael Reeves (1968) e The Wicker Man di Robin Hardy (1973). In un’isola remota al largo della Gran Bretagna si reca nel 1902 un uomo in cerca della sorella, rapita in circostanze misteriose. Un predicatore interpretato da Michael Sheen tiene sotto scacco la comunità, ma i galli nel pollaio sono più d’uno, diciamo così, e poi il cuore macabro dell’isola è nascosto altrove, nei sotterranei di una casa nel bosco... Molto interessante l’inizio alla Bram Stoker del viaggio del riluttante eroe protagonista dalle carni bruciate, come se il mistero del film si dipanasse dal suo sguardo più che da un ambiente francamente un po’ scontato, se si conosce il genere. Intuizione drammaturgica che Evans perde poi per strada pasticciando con la materia narrativa, un po’ come fece anni fa Christophe Gans con Il patto dei lupi, film al quale guardo tuttora con benevolenza ma solo per le componenti marziali. Il problema di Apostolo, due ore abbondanti che diluiscono la tensione, sta tutto nel continuo cambio di prospettiva, nel fuggire via da una definizione convincente dei personaggi, nel barocchismo non sempre giustificato della messa in scena. Evans non si tira indietro di fronte al gore e questo è un bene, ma ci si diverte a tratti.

I 400 colpi

MG
6
Apostolo (2018)
Titolo originale: Apostle
Regia: Gareth Evans
Genere: Horror - Produzione: Usa/Gb - Durata: 129'
Cast: Dan Stevens, Michael Sheen, Kristine Froseth, Lucy Boynton, Bill Milner, Mark Lewis Jones, Elen Rhys, Annes Elwy, Ross O'Hennessy, Pino Maiello
Sceneggiatura: Gareth Evans
Montaggio: Gareth Evans

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Mauro Gervasini

Mauro Gervasini è direttore editoriale di Film Tv e di questo sito (filmtv.press) e consulente selezionatore della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Insegna Linguaggi audiovisivi all'Università dell'Insubria ed è autore della prima monografia italiana dedicata al "polar" ("Cinema poliziesco francese", 2003). Ha pubblicato vari saggi in libri collettivi, in particolare sul cinema francese. John Ford, Anthony Mann, Jean-Pierre Melville, Michael Mann, Julien Duvivier, Michael Cimino e Akira Kurosawa i suoi cineasti preferiti, ma è convinto che il film da rivedere almeno una volta all'anno sia La dolce vita di Federico Fellini.


Mauro Gervasini

Mauro Gervasini è direttore editoriale di Film Tv e di questo sito (filmtv.press) e consulente selezionatore della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Insegna Linguaggi audiovisivi all'Università dell'Insubria ed è autore della prima monografia italiana dedicata al "polar" ("Cinema poliziesco francese", 2003). Ha pubblicato vari saggi in libri collettivi, in particolare sul cinema francese. John Ford, Anthony Mann, Jean-Pierre Melville, Michael Mann, Julien Duvivier, Michael Cimino e Akira Kurosawa i suoi cineasti preferiti, ma è convinto che il film da rivedere almeno una volta all'anno sia La dolce vita di Federico Fellini.

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