Apostolo di Gareth Evans - la recensione di FilmTv

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Mauro Gervasini dice che Wichita è il film da salvare oggi in TV.
Su RaiMovie alle ore 13:30.

Tra i film che abbiamo già visto dell'edizione 2019 del Festival di Cannes c'è La Gomera di Corneliu Porumboiu, che non ci ha convinto. Vi invitiamo a confrontare le parole di Roberto Manassero con quelle di Sangiorgio, che con questa recensione, qualche anno fa, nella rubrica Scanners, presentava quest'autore della Nuova onda rumena.

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Il calciomercato delle piattaforme streaming e dei canali a pagamento, dai destini sempre più intrecciati. Un'analisi di Andrea Bellavita.

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La citazione

«Tutti i luoghi che ho visto, che ho visitato ora so ne sono certo: non ci sono mai stato. (Giorgio Caproni - Esperienza)»

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Recensione pubblicata su FilmTv 41/2018

Apostolo


Regia di Gareth Evans

Dunque l’enfant prodige gallese autore di uno degli action migliori del millennio, l’indonesiano The Raid, torna a casa e allettato dalle sirene di Netflix cambia genere. Apostolo, da Gareth Evans scritto, diretto e montato, è un cosiddetto period horror inserito in una tradizione, quella britannica, che in passato ha regalato almeno due titoli di culto, qui consapevolmente saccheggiati: Il grande inquisitore di Michael Reeves (1968) e The Wicker Man di Robin Hardy (1973). In un’isola remota al largo della Gran Bretagna si reca nel 1902 un uomo in cerca della sorella, rapita in circostanze misteriose. Un predicatore interpretato da Michael Sheen tiene sotto scacco la comunità, ma i galli nel pollaio sono più d’uno, diciamo così, e poi il cuore macabro dell’isola è nascosto altrove, nei sotterranei di una casa nel bosco... Molto interessante l’inizio alla Bram Stoker del viaggio del riluttante eroe protagonista dalle carni bruciate, come se il mistero del film si dipanasse dal suo sguardo più che da un ambiente francamente un po’ scontato, se si conosce il genere. Intuizione drammaturgica che Evans perde poi per strada pasticciando con la materia narrativa, un po’ come fece anni fa Christophe Gans con Il patto dei lupi, film al quale guardo tuttora con benevolenza ma solo per le componenti marziali. Il problema di Apostolo, due ore abbondanti che diluiscono la tensione, sta tutto nel continuo cambio di prospettiva, nel fuggire via da una definizione convincente dei personaggi, nel barocchismo non sempre giustificato della messa in scena. Evans non si tira indietro di fronte al gore e questo è un bene, ma ci si diverte a tratti.

I 400 colpi

MG
6
Apostolo (2018)
Titolo originale: Apostle
Regia: Gareth Evans
Genere: Horror - Produzione: Usa/Gb - Durata: 129'
Cast: Dan Stevens, Michael Sheen, Kristine Froseth, Lucy Boynton, Bill Milner, Mark Lewis Jones, Elen Rhys, Annes Elwy, Ross O'Hennessy, Pino Maiello
Sceneggiatura: Gareth Evans
Montaggio: Gareth Evans

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Mauro Gervasini

Mauro Gervasini è direttore editoriale di Film Tv e di questo sito (filmtv.press) e consulente selezionatore della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Insegna Linguaggi audiovisivi all'Università dell'Insubria ed è autore della prima monografia italiana dedicata al "polar" ("Cinema poliziesco francese", 2003). Ha pubblicato vari saggi in libri collettivi, in particolare sul cinema francese. John Ford, Anthony Mann, Jean-Pierre Melville, Michael Mann, Julien Duvivier, Michael Cimino e Akira Kurosawa i suoi cineasti preferiti, ma è convinto che il film da rivedere almeno una volta all'anno sia La dolce vita di Federico Fellini.


Mauro Gervasini

Mauro Gervasini è direttore editoriale di Film Tv e di questo sito (filmtv.press) e consulente selezionatore della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Insegna Linguaggi audiovisivi all'Università dell'Insubria ed è autore della prima monografia italiana dedicata al "polar" ("Cinema poliziesco francese", 2003). Ha pubblicato vari saggi in libri collettivi, in particolare sul cinema francese. John Ford, Anthony Mann, Jean-Pierre Melville, Michael Mann, Julien Duvivier, Michael Cimino e Akira Kurosawa i suoi cineasti preferiti, ma è convinto che il film da rivedere almeno una volta all'anno sia La dolce vita di Federico Fellini.

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