Ora e sempre riprendiamoci la vita di Silvano Agosti - la recensione di FilmTv

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Sergio M. Grmek Germani dice che I giovani leoni è il film da salvare oggi in TV.
Su Cine Sony alle ore 07:20.

Una serie tv da cominciare? Attenzione, perché secondo Alice Cucchetti è magnetica e non potrete fare a meno di finirla.

La figura del Papa è stato oggetto di recente di una delle nostre liste. Ma se il Papa, più che una presenza, fosse una specie di fantasma irraggiungibile? Ovviamente, secondo Marco Ferreri.

L'ultimo film di Paul Schrader, First Reformed , esce direttamente in dvd, ma per noi è il film della settimana. Ripercorriamo la carriera di questo regista con un ritratto di Roberto Manassero.

Il blu è un colore caldo, soprattutto se si tratta di un giallo di Simenon raccontato da Amalric.

Quando Rete 4 fu mandata sul satellite. Dialogo tra un canale televisivo e Tommaso Labranca.

La citazione

«Lui adesso vive ad Atlantide / con un cappello pieno di ricordi / ha la faccia di uno che ha capito / e anche un principio di tristezza in fondo all'anima / nasconde sotto il letto barattoli di birra disperata / e a volte ritiene di essere un eroe. (Francesco De Gregori - Atlantide)»

scelta da
Matteo Bailo

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Recensione pubblicata su FilmTv 41/2018

Ora e sempre riprendiamoci la vita


Regia di Silvano Agosti

C’è il titolo di un testo di Callisto Cosulich che rende bene l’idea del personaggio: Silvano Agosti cineasta: fai da te a ciclo completo. Regista, montatore, sceneggiatore, esercente, operatore di cabina, Agosti, a ottant’anni compiuti, continua a definirsi un agitatore culturale. È sicuramente una figura di culto del cinema italiano (a lui il merito di aver prodotto, con una cooperativa creata ad hoc, quel capolavoro che è Il pianeta azzurro di Franco Piavoli); un irregolare, un po’ come Augusto Tretti (e infatti entrambi restano dei fenomeni isolati o, peggio, che si sono voluti isolare), che ha sempre lavorato in un regime di autoproduzione, di indipendenza assoluta, così da sfidare apertamente i meccanismi industriali e le logiche commerciali del sistema produttivo e, soprattutto, distributivo. Agosti fa un cinema didascalico, naïf, tanto semplice da risultare però inimitabile. Il suo discorso, anche in quest’ultimo progetto realizzato montando materiale d’archivio (in parte girato da lui stesso), è franco, diretto, volutamente dimesso; ha le idee chiare, e per sostenerle non gli occorre conformarsi ai dettami della moda. A cinquant’anni di distanza, anche lui vuole dire la propria opinione sul decennio che trasformò la storia del secondo Novecento, quello che va dal 1968 al 1978, anni che Agosti visse in prima linea e a riguardo dei quali dice, come si ha modo sentire nel corso del film: «In futuro, se ci sarà uno storico onesto, sentirà come legittima la necessità di avvicinare quel periodo ai grandi eventi che hanno saputo cambiare il mondo come la rivoluzione francese e la rivoluzione russa».

I 400 colpi

PA
5
MM
7
ES
5
RS
8
media
6.3
Ora e sempre riprendiamoci la vita (2018)
Titolo originale: -
Regia: Silvano Agosti
Genere: Documentario - Produzione: Italia - Durata: 94'

Musiche: Nicola Piovani
Montaggio: Silvano Agosti, Giuliana Zamariola, Lorenzo Agosti
Fotografia: Silvano Agosti

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Matteo Marelli

Nota biografica in forma di plagio (Io copio talmente tanto che neppure più me ne accorgo):
pensierino della sera:
«Il critico non fa il cinema, ci va. La sua grandezza – non il suo limite – è questa: teniamocela stretta»
buon proposito del mattino:
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