Soldado di Stefano Sollima - la recensione di FilmTv

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Matteo Marelli dice che Il silenzio degli innocenti è il film da salvare oggi in TV.
Su Spike alle ore 01:10.

State già seguendo su TIMVision la seconda stagione di Killing Eve ? Vi riproponiamo l'intervista doppia alle due attrici protagoniste realizzata per l'arrivo della prima stagione, l'anno scorso.

Remake, reboot, prequel, sequel. E degli adattamenti, non possiamo proprio fare a meno? L'opinione di Roy Menarini.

Michelle Yeoh è appena stata scelta da James Cameron per i tre sequel previsti di Avatar. Vi riproponiamo allora la locandina di Emanuela Martini scritta per il film del 2009.

Sulla seconda stagione abbiamo pareri discordi (cfr. il Perché sì / Perché no di FilmTv n° 16). Ma la prima stagione di The OA ci era piaciuta molto: la recensione di Giulio Sangiorgio.

La seconda stagione di Big Little Lies , che era nata come miniserie, uscirà a giugno ed è diretta non più da Jean-Marc Vallée ma da una regista americana di cui abbiamo parlato spesso nelle nostre pagine. Questo è il primo film suo che abbiamo recensito nella rubrica Scanners.

La citazione

«Lui adesso vive ad Atlantide / con un cappello pieno di ricordi / ha la faccia di uno che ha capito / e anche un principio di tristezza in fondo all'anima / nasconde sotto il letto barattoli di birra disperata / e a volte ritiene di essere un eroe. (Francesco De Gregori - Atlantide)»

scelta da
Matteo Bailo

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Recensione pubblicata su FilmTv 42/2018

Soldado


Regia di Stefano Sollima

Il capostipite di Denis Villeneuve, nonostante l’abbacinante fotografia di Roger Deakins, Emily Blunt e la musica di Jóhann Jóhannsson, sollevava più dubbi che altro. Proprio come la tesi di fondo del film, ossia “afghanistanizzare” il narcotraffico alla frontiera fra Messico e Stati Uniti. Villeneuve, da cineasta liberal, si muoveva con passo ambiguo fra il testosterone della pagina scritta, i suoi interpreti e la volontà di realizzare un film d’azione politicamente corretto. Stefano Sollima, per sua e nostra fortuna, di simili preoccupazioni non ne ha mai avute, come dimostra (ancora…) l’eccellente ACAB – All Cops Are Bastards, che sta alla mattanza della Diaz come I ragazzi del coro di Robert Aldrich sta al Watergate e ai disordini di Watts. Sollima, in questo davvero e intimamente “americano”, cerca la moralità (filmica, perché solo quella conta al cinema…) nei gesti, nelle relazioni fra corpi e spazio e nel montaggio. E non è un caso che su un soggetto sbandierato dalla propaganda trumpiana Sollima riesca a creare un action movie nerissimo, disperato, essenziale, stando calato completamente nella premessa folle del film, lavorandone solo ed esclusivamente il versante tragico, senza mai cedere, nemmeno per un attimo, alla banale premessa ideologica, anzi rivelandone la nullità. Già, perché l’idea che i cartelli del narcotraffico messicano si prestino a fare da muli ai jihadisti dell’ISIS è una di quelle idee che, se da un lato avrebbero esaltato cineasti della tempra di John Milius (o Stallone), dall’altro non possono che terrorizzare tutti gli altri, aggrappati alle loro certezze “democratiche”. Sollima, proprio come i grandi maestri degli anni 70, Aldrich in testa, ci trascina di peso nel conflitto senza paracaduti rassicuranti. Da autentico “moralista”, non fa la predica a nessuno: osserva sul campo lo svolgersi della battaglia. Raramente nel cinema statunitense degli ultimi anni si sono visti conflitti a fuoco così secchi ed essenziali. Totalmente al di fuori dell’orbita autoreferenziale dell’action post-John Woo. Si spara e si muore. E anche gli interpreti - lontani dalla retorica del capostipite - si muovono come funzioni di un discorso che li agisce, motivo per cui il finale è ancora più nero, perché l’emergere della coscienza (di ciò che è stato) conduce sempre e comunque alla ripetizione dei medesimi errori. Sollima approccia la sua prima avventura statunitense non come un “cervello in fuga”, ma portando lo specifico della sua esperienza (l’ultimo del cinema dei generi, il primo del cinema seriale italiano) in un contesto nel quale s’immerge senza alcuna tentazione feticistica (il “mito” americano). Anzi, dimostrando come si possa conservare il proprio sguardo e gesto pur lavorando al servizio di una macchina enorme (e in questo è addirittura più americano degli americani…). Rispetto a Suburra, dove la notte romana riluceva del bling degli M83, Soldado è asciutto e duro come un disco degli Earth. Una macchina di rara potenza che nella filigrana della sua disperazione fa risplendere bagliori sconcertanti di disturbante umanità. Impeccabile.

I 400 colpi

PA
8
PMB
5
MG
6
RM
6
FM
5
RMO
8
EMO
6
GAN
9
LP
5
ES
7
media
6.5
Soldado (2018)
Titolo originale: Sicario: Day of the Soldado
Regia: Stefano Sollima
Genere: Thriller - Produzione: Usa/Messico - Durata: 122'
Cast: Benicio Del Toro, Josh Brolin, Catherine Keener, Matthew Modine, Isabela Moner, Jeffrey Donovan, Christopher Heyerdahl
Sceneggiatura: Taylor Sheridan

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Giona A. Nazzaro

Delegato generale Settimana Internazionale della Critica di Venezia. Programmatore Visions du Réel di Nyon (Svizzera). Collaboratore Festival del Film di Locarno. Autore di libri e saggi. Dischi, libri, gatti, i piaceri. Il resto, in divenire.

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