Nessuno come noi di Volfango De Biasi - la recensione di FilmTv

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Su Cine Sony alle ore 09:15.

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Il blu è un colore caldo, soprattutto se si tratta di un giallo di Simenon raccontato da Amalric.

Quando Rete 4 fu mandata sul satellite. Dialogo tra un canale televisivo e Tommaso Labranca.

La citazione

«Quando chiesero a Marx cos’è la dittatura del proletariato rispose: ”la Comune di Parigi, perché ha abolito l’esercito e la polizia”. Poi vennero i Soviet e Solidarnosc. Questo è il movimento. Non nacquero per caso. (C.L.R. James)»

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Recensione pubblicata su FilmTv 42/2018

Nessuno come noi


Regia di Volfango De Biasi

Ridateci Clizia Gurrado e Sposerò Simon Le Bon! O anche solo il furbo modernariato vintage di Brizzi e Martani delle notti prima degli esami... Cioè, i veri anni 80 in diretta, o, al limite, la loro clonazione nostalgica vent’anni dopo. Qui, invece, ci tocca l’ennesima commedia sentimentale griffata Lucisano, fiorita dall’ennesimo romanzo di Luca Bianchini, con la sola novità di non trovare alla regia il solito Marco Ponti (comunque ringraziato nei titoli di coda), ma Volfango De Biasi. Amori adolescenziali e corna adulte in pieni Eighties torinesi, una doppia trama sentimentale, una per il pubblico sopra gli -anta, l’altra per quello sotto i venti. Preziosi, professore universitario annoiato (e un po’ tanto stronzo) con paltò alla Delon 70 e moglie soprammobile, s’innamora, ricambiato, della romantica Felberbaum, insegnante liceale di suo figlio, a sua volta al centro di un triangolo con il compagno di scuola e la ragazza che da sempre piace a quest’ultimo. Vorrebbe tanto essere John Hughes, ma, messa così, sembra tanto Muccino. «Un’epoca senza social network e smartphone» cinguetta la promozione. Poi, però, impazza un terribile protocellulare, al centro di situazioni degne di Ricordati di me. E gli anni 80? Ci sono, ci sono, al minimo sindacale: Il nome della rosa sul comodino, “Dylan Dog” in ogni dove, una puntata al Burghy, qualche hit d’epoca, una notevolissima festa para-vanziniana dove i due amici adolescenti e rivali in amore (che si sentono molto “Maverick” e “Goose”…) sfottono i classici ganassa d’epoca. Nessuno è come loro. E neanche come noi, che ci siamo sbocconcellati questa madeleine proustiana un po’ rancida.

I 400 colpi

RMO
4
Nessuno come noi (2018)
Titolo originale: -
Regia: Volfango De Biasi
Genere: Sentimentale - Produzione: Italia - Durata: 100'
Cast: Alessandro Preziosi, Sarah Felberbaum, Christiane Filangieri, Leonardo Pazzagli, Davide Campagna, Lorenza Veronica, Sabrina Martina, Elisa Di Eusanio, Vincenzo Crea
Sceneggiatura: Volfango De Biasi, Luca Bianchini, Marco Ponti, Tiziana Martino

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Rocco Moccagatta

Studiava giurisprudenza, ma andava più spesso al cinema di quanto avrebbe dovuto. D'altronde il padre l'ha portato per anni al cinema ogni sabato. Di cosa potrebbe dunque lamentarsi? Dopo l'università, fa la cosa giusta e comincia a occuparsi davvero di film, persino professionalmente. Oggi lo insegna pure, il cinema, in IULM e in altre università del regno, soprattutto il cinema classico e il cinema dei generi popolari, la sua passione da sempre. Per campare guarda anche molta televisione, visto che lavora come scenarista e analista dei media presso la factory di media research Neopsis (non si pronuncia Neopsais, eh...). Ha scritto e scrive da tante parti, da Duel/Duellanti a Marla, da Ottoemezzo a L'officiel Homme. Nel tempo, ha scoperto che gli piace molto il cinema italiano di ieri e di oggi e che si può non vergognarsene. Il riconoscimento più prezioso è stato essere ribattezzato "Giancarlo Cianfrusaglie" da Maccio Capatonda.


Rocco Moccagatta

Studiava giurisprudenza, ma andava più spesso al cinema di quanto avrebbe dovuto. D'altronde il padre l'ha portato per anni al cinema ogni sabato. Di cosa potrebbe dunque lamentarsi? Dopo l'università, fa la cosa giusta e comincia a occuparsi davvero di film, persino professionalmente. Oggi lo insegna pure, il cinema, in IULM e in altre università del regno, soprattutto il cinema classico e il cinema dei generi popolari, la sua passione da sempre. Per campare guarda anche molta televisione, visto che lavora come scenarista e analista dei media presso la factory di media research Neopsis (non si pronuncia Neopsais, eh...). Ha scritto e scrive da tante parti, da Duel/Duellanti a Marla, da Ottoemezzo a L'officiel Homme. Nel tempo, ha scoperto che gli piace molto il cinema italiano di ieri e di oggi e che si può non vergognarsene. Il riconoscimento più prezioso è stato essere ribattezzato "Giancarlo Cianfrusaglie" da Maccio Capatonda.

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