Private Life di Tamara Jenkins - la recensione di FilmTv

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Su RaiMovie alle ore 20:20.

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La citazione

«All work and no play makes Jack a dull boy»

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Recensione pubblicata su FilmTv 42/2018

Private Life


Regia di Tamara Jenkins

Tra le prerogative di un grande artista c’è la capacità di rielaborare un’esperienza reale: assumerne il vero e sublimarlo in opera di finzione. Tamara Jenkins questo processo lo porta a compimento lavorando per nove anni su una storia impossibile da raccontare: un percorso che parte dal tentativo di dare la vita, ma si trasforma in ossessione e infine in autodistruttiva discesa nel limbo della rassegnazione. Quando il velo di altruismo cade definitivamente, emergono - con climax durante il Ringraziamento - le mancanze, l’insoddisfazione degli uni e degli altri: di chi insegue disperatamente il rimpianto dell’ultimo torpedone, forse appena passato, e di chi ha rinunciato a troppo per poterlo accettare. Fuori dalla famiglia dei protagonisti una moltitudine di silenziosi sodali, seduti in una sala d’attesa: un’inquadratura che ritorna più volte - mai per caso - in Private Life. Jenkins affronta con coraggio un tema di enorme complessità, ma l’energica pennellata complessiva non oscura la finezza del dettaglio. Cosa è se non cinema quel che si manifesta ai tavolini di un bar: gli apprezzamenti di Richard a una cameriera che superano il limite, la schiettezza di Sadie che gela il sangue nelle vene, le reazioni di Kathryn Hahn nel ruolo della carriera? D’accordo, siamo a New York, nel tipico milieu di gente “che fa arte”: ma benché si citi Karl Ove Knausgård, non c’è ombra di mumblecore o di cinema ombelicale, compiaciuto. È solo il mondo che Jenkins conosce meglio, e che denuda nei suoi aspetti più miserevoli. Vita privata che si fa pubblica: ad anni luce da come questo avviene, troppo e male, tutti i giorni.

I 400 colpi

ES
7
Private Life (2018)
Titolo originale: Private Life
Regia: Tamara Jenkins
Genere: Commedia drammatica - Produzione: Usa - Durata: 123'
Cast: Paul Giamatti, Kathryn Hahn, Kayli Carter, Molly Shannon, John Carroll Lynch, Desmin Borges, Denis O'Hare, Emily Robinson, Lizzy DeClement, Siobhan Fallon Hogan, Maddie Corman
Sceneggiatura: Tamara Jenkins

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Emanuele Sacchi

Nato nella città delle due discoteche e 106 farmacie, presto smarrito nei meandri del rock e del cinematografo. È ingegnere informatico, benché si finga pensatore umanista. Giornalista pubblicista, critico cinematografico e musicale, collabora con FilmTv, MYmovies.itRumore, Filmidee, Asiaexpress ed è direttore della testata web Hong Kong Express (www.hkx.it). È autore di 50x35mm - Soundtrack Rumorose (Homework, 2016), con Stefano Locati di Il nuovo cinema di Hong Kong - Voci e sguardi oltre l'handover (Bietti, 2014) e con Francesca Monti di Richard Linklater - La deriva del sogno americano (Bietti, 2017). Film: Apocalypse Now (ma non Redux). Album: Forever Changes dei Love (anche per il titolo).


Emanuele Sacchi

Nato nella città delle due discoteche e 106 farmacie, presto smarrito nei meandri del rock e del cinematografo. È ingegnere informatico, benché si finga pensatore umanista. Giornalista pubblicista, critico cinematografico e musicale, collabora con FilmTv, MYmovies.itRumore, Filmidee, Asiaexpress ed è direttore della testata web Hong Kong Express (www.hkx.it). È autore di 50x35mm - Soundtrack Rumorose (Homework, 2016), con Stefano Locati di Il nuovo cinema di Hong Kong - Voci e sguardi oltre l'handover (Bietti, 2014) e con Francesca Monti di Richard Linklater - La deriva del sogno americano (Bietti, 2017). Film: Apocalypse Now (ma non Redux). Album: Forever Changes dei Love (anche per il titolo).

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