Morto tra una settimana (o ti ridiamo i soldi) di Tom Edmunds - la recensione di FilmTv

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Simone Emiliani dice che La dominatrice è il film da salvare oggi in TV.
Su RaiMovie alle ore 05:20.

Uno dei film più amati di Albertone, uno dei suoi personaggi più indimenticabili. La locandina è di Emanuela Martini.

Il 28 febbraio comincia in prima assoluta su Joi la terza stagione di una serie che abbiamo molto amato. Dove eravamo rimasti?

Il vincitore della Berlinale69 è Nadav Lapid, nostra vecchia conoscenza, con il film Synonymes . Vi ricordate quando presentammo Policeman su FilmtVOD?

Ricordiamo il grande cineasta francese, autore del monumentale Shoah , che ha dedicato la vita a indagare il possibile ruolo dell’immagine nella rappresentazione della storia.

Se fossi una donna sarei scandalizzata dal dibattito sulle quote rosa. Molto probabilmente non amerei essere identificata con un colore appiccicoso, infantile e nauseante come il rosa. Quando un uomo politico o un giornalista usa quel colore per identificare la presenza femminile non lo fa solo per scarsa fantasia, ma per tranquillizzarsi con l’immagine di una signorina dal grembiulino color confetto, tutta pizzi, trine, boccoli e totalmente inoffensiva. Se fossi una donna avrei preferito spaziare dal rosso incandescente al grigio glaciale.

La citazione

«Scrivere è anche non parlare (Marguerite Duras)»

scelta da
Marianna Cappi

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Recensione pubblicata su FilmTv 47/2018

Morto tra una settimana (o ti ridiamo i soldi)


Regia di Tom Edmunds

Di aspiranti suicidi in cerca dell’aiutino di un sicario è piena la storia: Siodmak (didascalico: L’uomo che cerca il suo assassino, 1931), poi William Castle (Nessuno sa il proprio destino), Regamey (chi?) con Louis de Funès (Omicidio a pagamento), De Broca con Belmondo (L’uomo di Hong Kong) e persino Beatty in Bulworth - Il senatore. In Gran Bretagna, oggi, l’assassino è un grande attore come Wilkinson, il candidato morto è il Barnard di Dunkirk, il plot è usuale (firma il contratto col killer, ma ci ripensa), il movente è il lavoro (il primo non vuole andare in pensione, il secondo è uno scrittore non pubblicato), il tono è di nero ma composto umorismo british, con senso dell’assurdo e tenuta di scrittura. Godibile e innocuo, per una serata piacevole. Poi, compito a casa, recuperare Ho affittato un killer di Aki Kaurismäki.

I 400 colpi

RMO
7
GS
6
media
6.5
Morto tra una settimana (o ti ridiamo i soldi) (2018)
Titolo originale: Dead in a Week: Or Your Money Back
Regia: Tom Edmunds
Genere: Commedia - Produzione: Gb - Durata: 90'
Cast: Aneurin Barnard, Tom Wilkinson, Freya Mavor, Marion Bailey, Christopher Eccleston, Gethin Anthony, Nigel Lindsay, Marcia Warren, Emma Campbell-Jones, Velibor Topic
Sceneggiatura: Tom Edmunds

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Giulio Sangiorgio

Nasce su quel ramo del lago di Como e, quando non guarda, scrive. Gli piace il cinema comico - Buster Keaton, Jerry Lewis, Charlie Bowers, Pierre Etaix - quindi non può che diffidare della facile ironia. Pretende che i film sfidino le convinzioni del suo sguardo, per questo preferisce, sempre, ciò che eccede. Lo guida Chris Marker, piange Alain Resnais e, ingenuamente, crede che non esista correlazione tra l'r moscia e la voglia costante di cinema francese. Dirige Film Tv, sceglie film per Filmmaker, edita libri per Bietti Heterotopia. Non è in grado di stendere un suo profilo, ma sa che l'anagramma del suo nome è Luigio Nasogrigio. «E di me dico "egli"; – uno che non mi riguarda». Solo per ora, però.


Giulio Sangiorgio

Nasce su quel ramo del lago di Como e, quando non guarda, scrive. Gli piace il cinema comico - Buster Keaton, Jerry Lewis, Charlie Bowers, Pierre Etaix - quindi non può che diffidare della facile ironia. Pretende che i film sfidino le convinzioni del suo sguardo, per questo preferisce, sempre, ciò che eccede. Lo guida Chris Marker, piange Alain Resnais e, ingenuamente, crede che non esista correlazione tra l'r moscia e la voglia costante di cinema francese. Dirige Film Tv, sceglie film per Filmmaker, edita libri per Bietti Heterotopia. Non è in grado di stendere un suo profilo, ma sa che l'anagramma del suo nome è Luigio Nasogrigio. «E di me dico "egli"; – uno che non mi riguarda». Solo per ora, però.

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