Isabelle di Mirko Locatelli - la recensione di FilmTv

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Matteo Marelli dice che Da grande è il film da salvare oggi in TV.
Su Spike alle ore 21:30.

Una delle sezioni del Cinema Ritrovato si chiama Le serate in Piazza Maggiore: proiezioni di capolavori della storia del cinema su uno schermo gigante. Quest'anno tra i film proiettati ci sarà il capolavoro di Francis Ford Coppola, di cui vi riproponiamo la locandina di Mariuccia Ciotta.

Se non eravate ancora riusciti a vederla, niente paura: dal 25 giugno Sky Atlantic la ripropone in seconda serata, e vi consigliamo di non farvela scappare. Stiamo parlando della prima stagione di Kidding .

A volte, molto raramente, capita che un film di Quentin Dupieux arrivi a essere visibile, per un po', come Rubber , questa settimana in streaming. Molti suoi film però rimangono invisibili al pubblico italiano, come quello di cui vi proponiamo la recensione questa settimana.

Dopo l’elezione di Donald Trump del 2016, Mauro Gervasini realizza una ricognizione sui film e i cambiamenti a Hollywood durante i due mandati del primo presidente americano nero, Barack Obama. Vi riproponiamo le sue riflessioni.

Siamo gli Oscar, e per rispondere a #OscarsSoWhite ora sì che ci preoccupiamo di dare visibilità agli artisti Neri e Donna! Ma in modo meccanico, superficiale e tutto sommato dannoso. Un'analisi di Ilaria Feole del 2018, pienamente attuale.

La citazione

«Quando la leggenda diventa realtà, si stampi la leggenda (John Ford)»

scelta da
Emanuela Martini

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Recensione pubblicata su FilmTv 48/2018

Isabelle


Regia di Mirko Locatelli

È una donna matura, Isabelle, astronoma francese e professoressa sola nella campagna triestina. Una donna con un segreto, legato a un incidente d’auto su cui si sta ancora indagando, a un figlio tornato in Francia per accudire la moglie in dolce attesa, a un giovane che Isabelle pare incontrare casualmente in ospedale, per poi seguirlo nel recupero, con lezioni private di fisica. Locatelli, come sempre, si muove proprio lì, dove il cinema serve: sulla soglia del segreto. Leggero e pudico come i francesi che ama, gira un film così scarno e laconico (il che non significa poco parlato) da farsi inevitabile teatro di spettri, di domande, di possibili tensioni non dette, trattenute nei corpi messi in scena, e non dimostrate. Al limite esplose, d’improvviso, con sconcerto. Perché stare sulla soglia del segreto significa cercare un cinema in cui ciò che lega i personaggi è una domanda costante, da ridefinire di continuo: se per lo spettatore non è possibile esser certo di quanto i protagonisti sappiano l’uno dell’altro, non gli resta che fare ipotesi, provare a leggere i gesti, scrutare il balletto dei corpi, cercare il senso dei loro rapporti nei dettagli più piccoli. Mettere se stesso nel film, per provare a capire quel che si muove, sotto l’immagine, dentro. Il thrilling è questo: una questione di comprensione. Cinema morale, e laboratoriale: attiva la tensione contrapponendo professionisti in cerca di realismo (Ascaride e Stévenin) all’uso bressoniano dei non professionisti. L’equilibrio non è stabile: è fragile, produttivo a momenti. Ma non è la stabilità, che cerchiamo. Cerchiamo un’idea di cinema, uno sguardo sul mondo. E qui ci sono, fortissimi.

I 400 colpi

IF
7
MG
6
RM
5
MM
7
FM
7
RMO
6
GAN
7
LP
7
GS
7
media
6.6
Isabelle (2018)
Titolo originale: -
Regia: Mirko Locatelli
Genere: Drammatico - Produzione: Italia - Durata: 90'
Cast: Ariane Ascaride, Samuele Vessio, Robinson Stévenin, Lavinia Anselmi
Sceneggiatura: Mirko Locatelli, Giuditta Tarantelli

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Humour
Ritmo
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Giulio Sangiorgio

Nasce su quel ramo del lago di Como e, quando non guarda, scrive. Gli piace il cinema comico - Buster Keaton, Jerry Lewis, Charlie Bowers, Pierre Etaix - quindi non può che diffidare della facile ironia. Pretende che i film sfidino le convinzioni del suo sguardo, per questo preferisce, sempre, ciò che eccede. Lo guida Chris Marker, piange Alain Resnais e, ingenuamente, crede che non esista correlazione tra l'r moscia e la voglia costante di cinema francese. Dirige Film Tv, sceglie film per Filmmaker, edita libri per Bietti Heterotopia. Non è in grado di stendere un suo profilo, ma sa che l'anagramma del suo nome è Luigio Nasogrigio. «E di me dico "egli"; – uno che non mi riguarda». Solo per ora, però.

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