Lontano da qui di Sara Colangelo - la recensione di FilmTv

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Simone Emiliani dice che La dominatrice è il film da salvare oggi in TV.
Su RaiMovie alle ore 05:20.

Uno dei film più amati di Albertone, uno dei suoi personaggi più indimenticabili. La locandina è di Emanuela Martini.

Il 28 febbraio comincia in prima assoluta su Joi la terza stagione di una serie che abbiamo molto amato. Dove eravamo rimasti?

Il vincitore della Berlinale69 è Nadav Lapid, nostra vecchia conoscenza, con il film Synonymes . Vi ricordate quando presentammo Policeman su FilmtVOD?

Ricordiamo il grande cineasta francese, autore del monumentale Shoah , che ha dedicato la vita a indagare il possibile ruolo dell’immagine nella rappresentazione della storia.

Se fossi una donna sarei scandalizzata dal dibattito sulle quote rosa. Molto probabilmente non amerei essere identificata con un colore appiccicoso, infantile e nauseante come il rosa. Quando un uomo politico o un giornalista usa quel colore per identificare la presenza femminile non lo fa solo per scarsa fantasia, ma per tranquillizzarsi con l’immagine di una signorina dal grembiulino color confetto, tutta pizzi, trine, boccoli e totalmente inoffensiva. Se fossi una donna avrei preferito spaziare dal rosso incandescente al grigio glaciale.

La citazione

«sarà mica la maniera di lavorare… non si lavora così dai… ogni lavoro anche il più banale necessita di un minimo di regia»

scelta da
Andrea Bellavita

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Recensione pubblicata su FilmTv 50/2018

Lontano da qui


Regia di Sara Colangelo

All’apparenza una variazione sul tema del bambino prodigio, questa storia di una maestra d’asilo con velleità da poetessa che intercetta il genio in un alunno e proietta su di lui il senso del proprio esistere, come una miracolosa via d’uscita dall’horror vacui del mondo moderno. In Lontano da qui (incomprensibile titolo italiano) il piccolo portento rimane però in secondo piano, perché la storia è quella della sua mentore, Lisa (e a lei la magnifica Gyllenhaal fa dono di un’umanità tortuosa che non si sfrangia mai grottescamente). Adattando il da noi inedito The Kindergarten Teacher dell’israeliano Navad Lapid, Colangelo accentua l’indolenza del pupillo e invera di pietas l’impenetrabilità della donna, ma soprattutto ne precisa la natura del malessere. Non tanto un film su un artista della parola, nemmeno un film sull’arte, ma un film su una sensibilità artistica irrimediabilmente carnefice: Lisa, che è una brava insegnante, ha un bravo marito, dei bravi figli (benché distratti dai loro dèi personali: patria e internet), soffre di un mal di vivere da Cassandra 2.0, come un’eroina della tragedia greca che, oggi, non può che essere un’anomalia, un’assurdità a sua volta, un errore, anche nell’approccio culturalmente rapace, dominante al bimbo (indiano). E così il suo sacrificio, sul proscenio anodino della società moderna - la rottura della cui cecità e incapacità di coltivare l’estro è la sua missione fraintesa -, passa inosservato, subito confinato fuori scena. Salta la gloria della rivelazione e, come l’amour fou di Lisa è destinato all’autodistruzione, al patetico, così il genio rimane inascoltato, incompreso, inconsapevole di sé.

I 400 colpi

AA
8
PMB
7
FDM
7
IF
7
EM
7
RMO
7
EMO
6
LP
6
media
6.9
Lontano da qui (2018)
Titolo originale: The Kindergarten Teacher
Regia: Sara Colangelo
Genere: Drammatico - Produzione: Usa - Durata: 96'
Cast: Maggie Gyllenhaal, Parker Sevak, Gael García Bernal, Rosa Salazar, Michael Chernus, Samrat Chakrabarti, Ato Blankson-Wood, Libya Pugh, Carter Kojima, Jillian Panlilio, Anna Baryshnikov, Noah Rhodes
Sceneggiatura: Sara Colangelo, Nadav Lapid

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