Capri-Revolution di Mario Martone - la recensione di FilmTv

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Matteo Marelli dice che Da grande è il film da salvare oggi in TV.
Su Spike alle ore 21:30.

Una delle sezioni del Cinema Ritrovato si chiama Le serate in Piazza Maggiore: proiezioni di capolavori della storia del cinema su uno schermo gigante. Quest'anno tra i film proiettati ci sarà il capolavoro di Francis Ford Coppola, di cui vi riproponiamo la locandina di Mariuccia Ciotta.

Se non eravate ancora riusciti a vederla, niente paura: dal 25 giugno Sky Atlantic la ripropone in seconda serata, e vi consigliamo di non farvela scappare. Stiamo parlando della prima stagione di Kidding .

A volte, molto raramente, capita che un film di Quentin Dupieux arrivi a essere visibile, per un po', come Rubber , questa settimana in streaming. Molti suoi film però rimangono invisibili al pubblico italiano, come quello di cui vi proponiamo la recensione questa settimana.

Dopo l’elezione di Donald Trump del 2016, Mauro Gervasini realizza una ricognizione sui film e i cambiamenti a Hollywood durante i due mandati del primo presidente americano nero, Barack Obama. Vi riproponiamo le sue riflessioni.

Siamo gli Oscar, e per rispondere a #OscarsSoWhite ora sì che ci preoccupiamo di dare visibilità agli artisti Neri e Donna! Ma in modo meccanico, superficiale e tutto sommato dannoso. Un'analisi di Ilaria Feole del 2018, pienamente attuale.

La citazione

«Scrivere è anche non parlare (Marguerite Duras)»

scelta da
Marianna Cappi

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Recensione pubblicata su FilmTv 51/2018

Capri-Revolution


Regia di Mario Martone

Terzo capitolo della genealogia del presente che Mario Martone ha inaugurato con Noi credevamo, Capri-Revolution coglie il cinema del regista napoletano in un momento di straordinaria felicità creativa. Il film trae spunto dalla comune cui il pittore Karl Diefenbach diede vita a Capri agli inizi del Novecento, sul modello di quella del Monte Verità sopra Ascona. Il conflitto che anima il film, però, è intimamente martoniano. Nel movimento che porta la capraia Lucia (interpretata magnificamente da Marianna Fontana) a orbitare intorno alla comunità cosmopolita di artisti e filosofi guidata da Seybu (Reinout Scholten van Aschat) è inscritto sia il conflitto fra natura e cultura che il dilemma osservato da Thomas Mann fra Kultur e Zivilisation. L’Occidente colto all’alba della Prima guerra mondiale, ancora ancorato alla trascendenza e al sacro, mentre si fa largo il socialismo internazionalista, è il luogo-narrazione di «una trasvalutazione di tutti i valori». Il set dell’isola diventa così un teatro delle idee in movimento. Con un piglio schiettamente antinaturalistico e antipsicologico, Martone dà corpo alla paralisi politica del nostro presente immaginando un dialogo filosofico dell’altro ieri. Opponendo il medico socialista (l’eccellente Antonio Folletto) alla visione animista ma già proto-ecologista di Seybu, Martone intreccia piani e contraddizioni ancora irrisolte. La guerra igiene del mondo è così opposta a una visione alternativa e pacifista la quale cova già dentro di sé i germi della ritirata e (dell’eterno ritorno) della violenza. L’evocazione di esperienze chiave delle avanguardie novecentesche (da Joseph Beuys a Hermann Nitsch) diventa così la canzone dell’innocenza e dell’esperienza di Lucia (nel cui nome si cela appunto il mistero della luce… e degli occhi). Accentuando il processo dell’erosione della verosimiglianza avviato con Noi credevamo e Il giovane favoloso, con Capri-Revolution Mario Martone permette al fuoricampo di penetrare completamente il perimetro del set e delle inquadrature. Niente è realistico, tutto è vero. Così, evocando Il miracolo di Rossellini, ma anche l’idea della Storia come fondale di Vanina Vanini, Martone (ri)crea non il mondo di una volta, ma la possibilità, futura, di un altro reale. Lucia, inconsapevole angelo della Storia, fluttua su Capri come l’Angelica (appunto…) di Manoel de Oliveira. Lei è l’elemento che destruttura la visione teleologica del medico socialista che vede nella guerra la possibilità della palingenesi e del riscatto, ed è in grado di sottrarsi anche al ripiegarsi su se stesso di Seybu. Lucia destruttura il messianismo della ragione e dell’istinto restando così a fare i conti da sola con il mondo e il futuro. E non è un caso che partendo alla volta del Nuovo mondo, Lucia (non) incontri Roberto De Francesco e il suo cardellino (uno struggente omaggio ad Anna Maria Ortese che risale a Noi credevamo), “una aggiunta di realtà” imprendibile, punto di fuga di pura affabulazione; epifania e canto misterioso. Un film audace, Capri-Revolution, che sfida le modalità con le quali pensiamo i film, il cinema oltre che la Storia e le strategie formali e politiche per (ri)raccontarla.  

I 400 colpi

PA
7
PMB
4
MC
9
FDM
7
SE
9
RM
5
MM
7
RMO
6
EMO
8
GAN
10
LP
8
GS
7
RS
9
media
7.4
Capri-Revolution (2018)
Titolo originale: -
Regia: Mario Martone
Genere: Drammatico/Storico - Produzione: Italia/Francia - Durata: 122'
Cast: Marianna Fontana, Reinout Scholten van Aschat, Antonio Folletto, Jenna Thiam
Sceneggiatura: Mario Martone, Ippolita Di Majo

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Capri-Revolution» Cinerama (n° V0/2018)

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