Il mondo è tuo di Romain Gavras - la recensione di FilmTv

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La citazione

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Recensione pubblicata su FilmTv 51/2018

Il mondo è tuo


Regia di Romain Gavras

Il titolo era scritto sui muri irosi di L’odio. Ed era il motto di Scarface di De Palma, idolo gangsta dei gangsta di oggi (ricordate Gomorra?). Con L’odio (e con i gilet jaune) e con Scarface François c’entra poco, c’entra nulla. È un giovane omologato, un criminale di basso profilo. Il suo progetto? Gestire la diffusione di ghiaccioli in Nordafrica. I desideri? Una famiglia, una casa con piscina. La missione per ottenere il tutto: recuperare una partita di droga in Spagna. Il risultato? Una commedia action con sogni neoliberisti e un film liberissimo, in cui un grassoccio figlio di una madre diva ingombrante (Isabelle Adjani!) e di un padre pakistano ci offre (come un Wes Anderson tamarro) la propria versione del protagonismo d’oggi (vedi titolo), scegliendo il diritto di chiunque (banlieue compresa) di omologarsi alla medietà (poi? Poi si vedrà). Gavras, figlio di Costa e difeso da Chris Marker ai tempi del clip di Stress, è cresciuto con una cinefilia priva di gerarchie e con la pubblicità, con immagini troppo veloci e poco soppesate moralmente, con desideri da consumismo seriale. Storia ed estetica sono ibridi privi di vergogna, vengono da Blier e Demme (ma il cameo è di Landis), dalla commedia all’italiana e da fotografi come Martin Parr e Andreas Gursky. Tutto è montato come se il cinema di Pialat e il videoclip fossero parenti. È il mondo suo, e anche il nostro: ce lo si gode, ma il disturbo si sente. E tra parodia e farsa, cinismo e annullamento di gerarchie, un senso preciso dell’etica c’è. Gavras è un regista contemporaneo. E se questa non è la miglior commedia del 2018, è giusto perché a Cannes c’era En liberté! di Salvadori.

I 400 colpi

IF
8
GAN
8
LP
9
GS
8
media
8.3
Il mondo è tuo (2018)
Titolo originale: Le monde est à toi
Regia: Romain Gavras
Genere: Commedia/Gangster - Produzione: Francia - Durata: 94'
Cast: Karim Leklou, Isabelle Adjani, Vincent Cassel, François Damiens, Oulaya Amamra, Sam Spruell, Philippe Katerine, Gabby Rose, Sofian Khammes, Mounir Amamra
Sceneggiatura: Romain Gavras, Karim Boukercha, Noé Debré

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Giulio Sangiorgio

Nasce su quel ramo del lago di Como e, quando non guarda, scrive. Gli piace il cinema comico - Buster Keaton, Jerry Lewis, Charlie Bowers, Pierre Etaix - quindi non può che diffidare della facile ironia. Pretende che i film sfidino le convinzioni del suo sguardo, per questo preferisce, sempre, ciò che eccede. Lo guida Chris Marker, piange Alain Resnais e, ingenuamente, crede che non esista correlazione tra l'r moscia e la voglia costante di cinema francese. Dirige Film Tv, sceglie film per Filmmaker, edita libri per Bietti Heterotopia. Non è in grado di stendere un suo profilo, ma sa che l'anagramma del suo nome è Luigio Nasogrigio. «E di me dico "egli"; – uno che non mi riguarda». Solo per ora, però.


Giulio Sangiorgio

Nasce su quel ramo del lago di Como e, quando non guarda, scrive. Gli piace il cinema comico - Buster Keaton, Jerry Lewis, Charlie Bowers, Pierre Etaix - quindi non può che diffidare della facile ironia. Pretende che i film sfidino le convinzioni del suo sguardo, per questo preferisce, sempre, ciò che eccede. Lo guida Chris Marker, piange Alain Resnais e, ingenuamente, crede che non esista correlazione tra l'r moscia e la voglia costante di cinema francese. Dirige Film Tv, sceglie film per Filmmaker, edita libri per Bietti Heterotopia. Non è in grado di stendere un suo profilo, ma sa che l'anagramma del suo nome è Luigio Nasogrigio. «E di me dico "egli"; – uno che non mi riguarda». Solo per ora, però.

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