La favorita di Yorgos Lanthimos - la recensione di FilmTv

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Simone Emiliani dice che La dominatrice è il film da salvare oggi in TV.
Su RaiMovie alle ore 05:20.

Uno dei film più amati di Albertone, uno dei suoi personaggi più indimenticabili. La locandina è di Emanuela Martini.

Il 28 febbraio comincia in prima assoluta su Joi la terza stagione di una serie che abbiamo molto amato. Dove eravamo rimasti?

Il vincitore della Berlinale69 è Nadav Lapid, nostra vecchia conoscenza, con il film Synonymes . Vi ricordate quando presentammo Policeman su FilmtVOD?

Ricordiamo il grande cineasta francese, autore del monumentale Shoah , che ha dedicato la vita a indagare il possibile ruolo dell’immagine nella rappresentazione della storia.

Se fossi una donna sarei scandalizzata dal dibattito sulle quote rosa. Molto probabilmente non amerei essere identificata con un colore appiccicoso, infantile e nauseante come il rosa. Quando un uomo politico o un giornalista usa quel colore per identificare la presenza femminile non lo fa solo per scarsa fantasia, ma per tranquillizzarsi con l’immagine di una signorina dal grembiulino color confetto, tutta pizzi, trine, boccoli e totalmente inoffensiva. Se fossi una donna avrei preferito spaziare dal rosso incandescente al grigio glaciale.

La citazione

«We want our film to be beautiful, not realistic.»

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Recensione pubblicata su FilmTv 04/2019

La favorita


Regia di Yorgos Lanthimos

Giochi di potere a tre, in un interno: fatti di soprusi, umiliazioni, concessioni, parole non dette e sguardi fin troppo espliciti, sfide e blandizie, occhi che frugano oltre la luce tremolante delle candele e mani e lingue che si spingono nei recessi più intimi. Questa è la storia di Queen Anne, prima regina del regno di Gran Bretagna (dal 1702 alla morte, nel 1714), ultima degli Stuart, di intelligenza mediocre e salute cagionevole, golosa nonostante la gotta, e delle due amiche/consigliere/amanti che si contesero il ruolo di favorita, Sarah Churchill, duchessa di Malborough, e Abigail Hill, la giovane cugina decaduta che Sarah aveva introdotto a corte. Malizie e perfidie femminili, per gestire potere, ricchezza e privilegi (e le stesse sorti dello stato), in un universo chiuso in cui gli uomini, con guance e labbra dipinte ed enormi parrucche incipriate, si trastullano tra giochi cretini (la corsa delle anatre, il tirassegno con melagrane marce a un nobile nudo), agguati erotici nei corridoi e l’errata convinzione di essere loro a manipolare l’esercizio del comando. Chi comanda è lady Malborough (tra l’altro, suo marito sembra l’unico maschio con un’occupazione “seria”: guida gli eserciti in guerra), intelligente, forte, decisa, forse davvero amica di Anne; mentre Abigail, che piano piano le subentra nel letto e nella fiducia della regina, arriva troppo dal basso (quando aveva 11 anni suo padre l’ha venduta per pagare una scommessa) per mostrare qualche traccia di sentimento. Ma è giovane, bella e astuta. Quanto a Anne, la dolente, insofferente, dispotica, vorace, capricciosa regina, solo all’apparenza è inconsapevole del proprio ruolo (in questo senso, la scena finale è emblematica). È bello La favorita, imprevedibile period drama di Yorgos Lanthimos, che in realtà non è un dramma, ma una stilizzatissima e crudele commedia grottesca, costellata di battute, occhiate e sgambetti feroci, affogata nel sesso e nella merda (dalla quale arriva a corte letteralmente ricoperta la giovane Abigail), intrisa di un cinismo che non è né maschile né femminile, ma solo un umano requisito nella lotta per la sopravvivenza. Strette nei costumi (tutti giocati sul bianco e nero) di Sandy Powell, Rachel Weisz, Emma Stone e Olivia Colman (l’autentica dominatrice, che sta vincendo ogni premio) tessono un gioco di ruolo stizzito e impudico che si avvale delle armi affilate della femminilità, della quale trapelano a tratti lampi di dolore (la regina, con i 17 conigli che rimandano ai 17 figli abortiti, nati morti o morti in tenera età), di autentica solidarietà (Sarah) o di maldestra ingenuità (Abigail). Lanthimos distorce le prospettive con sontuosi grandangoli, riprende le sue “eroine” ostinatamente dal basso, ingigantendole o cogliendone in primi piani silenziosi le interne macchinazioni, le guarda danzare una surreale rivisitazione dei balli di corte settecenteschi, le ammira, in fondo, tanto quanto disprezza o deride i cortigiani che le circondano. E, insieme a loro, diventa carnale e vitale come non è mai stato.

I 400 colpi

PA
7
PMB
7
AC
7
FDM
7
SE
5
IF
6
AF
8
RM
6
MM
6
EM
8
FM
7
RMO
6
EMO
7
GAN
8
LP
6
ES
4
GS
5
RS
6
FT
4
media
6.3
La favorita (2018)
Titolo originale: The Favourite
Regia: Yorgos Lanthimos
Genere: Grottesco - Produzione: Irlanda/Gb/Usa - Durata: 119'
Cast: Emma Stone, Olivia Colman, Rachel Weisz, Nicolas Hoult, Joe Alwyn
Sceneggiatura: Deborah Davis, Tony McNamara

Pallini di FilmTv

Humour
Ritmo
Impegno
Tensione
Erotismo

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Capelli rossi, lettrice forte, brutto carattere (dicono). La prima volta mi hanno portata al cinema che avevo tre anni. Ci stavo dalle 2 alle 8, orario continuato. Praticamente, non ne sono più uscita: adesso ci sto anche dalle 8 alle 20, e a volte pesa. Ma la passione resta e non mi annoio (quasi mai). Onnivora: mi piace tutto (quando mi piace). Autori di culto: Michael Powell e Robert Altman. Serie: Twin Peaks e I Soprano forever. Rimpiango il cinema americano anni ’70 e il metabolismo dei trent’anni. Vivo in un disordine "escheriano", tra libri, oggetti, dvd, foto, abiti e scarpe, con Lucrezia, gatta petulante di 19 anni. Credo allo Stregatto (quello di Alice): qui in giro aleggia il sorriso di Blimp, Sibella e Oreste.


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