Il corriere - The Mule di Clint Eastwood - la recensione di FilmTv

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Mauro Gervasini dice che Le conseguenze dell'amore è il film da salvare oggi in TV.
Su IRIS alle ore 13:00.

Hirokazu Kore-eda torna a Venezia dopo due anni: il suo La vérité aprirà infatti #Venezia76. Il film presentato in concorso a Venezia 74 era stato The Third Murder, tuttora inedito in Italia, fatta eccezione per una proiezione allo Spazio Oberdan di Milano del mese di febbraio 2019. Ne riproponiamo qui la recensione.

Nel 2011, in occasione dell’uscita in sala del film di Jean-Jacques Annaud Il principe del deserto , con Antonio Banderas e Tahar Rahim, avevamo voluto ripercorrere la storia del Sahara al cinema. Vi riproponiamo oggi questo percorso.

Il cibo, la tradizione, il vino... ma la birra? Piccolo excursus su una bevanda popolare, ma non così tanto al cinema.

Al cinema da giovani è una raccolta di scritti di Maurizio Ponzi, appena uscita, da cui abbiamo tratto l'intervista che Ponzi fece a Jean-Pierre Melville negli anni '60, pubblicata su FilmTv n° 33. Per accompagnare quella lettura vi proponiamo il testo di Emanuela Martini su Lo spione .

Il 21 agosto arriva su Sky Atlantic la settima e ultima stagione di Veep . Riprendiamo il filo con la recensione della stagione 6.

La citazione

«Revolution is my boyfriend»

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Recensione pubblicata su FilmTv 06/2019

Il corriere - The Mule


Regia di Clint Eastwood

L’emerocallide è un fiore simile al giglio, dai colori vivissimi, giallo, arancio, rosso, e dalla fioritura vorticosa. Il nome viene dal greco e significa “bellezza di un giorno” (in inglese daylily): infatti sbocciano per un solo giorno, poi appassiscono, subito sostituiti da altri fiori. Sono unici, ed Earl Stone li ama tanto da aver trascurato la famiglia e gli affetti per portare i loro bulbi nelle fiere di mezza America. Earl si è perso battesimi, lauree e compleanni e ha lasciato intristire il suo matrimonio. Adesso ha più di ottant’anni, la sua attività è rovinata dal commercio online e la sua terra pignorata; gli resta solo un furgone malandato e una continua voglia di andare. Accetta perciò l’offerta di un giovane messicano e diventa il corriere di un cartello della droga. Insospettabile, il “mulo” trasporta quintali di cocaina e, con il ricavato, recupera la sua proprietà, si compra un nuovo pick-up e un grosso braccialetto d’oro, salva dalla chiusura il circolo locale dei reduci, paga le spese del matrimonio della nipote, l’unica della famiglia che ancora gli rivolga la parola. A tutti gli uomini giovani che incontra, compresi i narcotrafficanti che gli fanno da scorta e l’agente della DEA che gli dà la caccia senza conoscerlo, consiglia di non dimenticare gli affetti per il lavoro. «Potevo comprare tutto, tranne il tempo», dice Earl verso la fine di Il corriere - The Mule, diretto e interpretato da Clint Eastwood e scritto da Nick Schenk (sceneggiatore di Gran Torino) partendo dalla storia vera di Leo Sharp, ottantasettenne orticoltore arrestato nel 2011 perché identificato come El Tata, corriere del cartello di Sinaloa. Leo è diventato Earl, una sorta di Kowalski più “piacione” (ama ancora le ragazze, e ballare e bere e le feste), altrettanto politicamente scorretto (chiama “negri” i black, ma si ferma ad aiutarli a cambiare una gomma), burbero ma socievole. Storia sul tempo che dura maledettamente poco e che non ritorna, ritratto di un’America rurale affettuosamente inquadrata dalla macchina da presa e acutamente raccontata dalla musica che Earl ascolta e canticchia durante i suoi viaggi (da Willie Nelson a Dean Martin), Il corriere sta un po’ a mezza strada tra Gran Torino (dal quale prende le mosse, pigiando però sul tasto dell’autoironia) e Un mondo perfetto (del quale ripete lo schema della caccia tra due uomini che non si conoscono ma che hanno molte cose in comune). Sottotraccia, temi cari all’autore: la crisi economica, la distanza pasticciona dalla modernità digitale, la disillusione dei reduci (occhio alla targa: Korean War Veteran), una figlia dall’affetto alienato (Alison Eastwood), il miscuglio delle etnie. Ognuno ha la sua musica e il suo cuore e, mischiandosi con loro, Earl cerca il proprio, finché non decide di confrontarsi con il nodo vero della sua vita. Ma il suo giorno sta finendo; e restano ancora alcune daylily da far sbocciare. Il corriere non è un capolavoro come Gran Torino e Un mondo perfetto, ma è pieno di tenerezza, di orgoglio e di cocciuto amore per la vita e per il cinema. 

I 400 colpi

AA
9
PA
9
PMB
6
MC
10
FDM
6
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9
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7
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5
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6
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8
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8
EMO
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10
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6
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8
RS
10
FT
9
media
7.9
Il corriere - The Mule (2018)
Titolo originale: The Mule
Regia: Clint Eastwood
Genere: Drammatico/Gangster - Produzione: Usa - Durata: 116'
Cast: Clint Eastwood, Bradley Cooper, Laurence Fishburne, Michael Peña, Dianne Wiest, Andy Garcia, Taissa Farmiga, Manny Montana, Alison Eastwood, Jill Flint, Clifton Collins jr.
Sceneggiatura: Nick Schenk

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Humour
Ritmo
Impegno
Tensione
Erotismo

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Emanuela Martini

Capelli rossi, lettrice forte, brutto carattere (dicono). La prima volta mi hanno portata al cinema che avevo tre anni. Ci stavo dalle 2 alle 8, orario continuato. Praticamente, non ne sono più uscita: adesso ci sto anche dalle 8 alle 20, e a volte pesa. Ma la passione resta e non mi annoio (quasi mai). Onnivora: mi piace tutto (quando mi piace). Autori di culto: Michael Powell e Robert Altman. Serie: Twin Peaks e I Soprano forever. Rimpiango il cinema americano anni ’70 e il metabolismo dei trent’anni. Vivo in un disordine "escheriano", tra libri, oggetti, dvd, foto, abiti e scarpe, con Lucrezia, gatta petulante di 19 anni. Credo allo Stregatto (quello di Alice): qui in giro aleggia il sorriso di Blimp, Sibella e Oreste.

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