La vita in un attimo di Dan Fogelman - la recensione di FilmTv

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Giulio Sangiorgio dice che Il mistero della camera gialla è il film da salvare oggi in TV.
Su TV2000 alle ore 21:05.

È cominciata anche in Italia l'ottava stagione di Il trono di spade , che sarà l'ultima. La settima stagione, se vi ricordate, ci aveva diviso: qui trovate il Perché no di Fiaba Di Martino.

Il 24 aprile è la data in cui usciranno in Francia dvd e bluray di High Life di Claire Denis, con Robert Pattinson e Juliette Binoche. Ancora non è prevista un'uscita nelle sale italiane, ma per l'occasione rispolveriamo la recensione di un altro film invisibile della stessa regista.

State già seguendo su TIMVision la seconda stagione di Killing Eve ? Vi riproponiamo l'intervista doppia alle due attrici protagoniste realizzata per l'arrivo della prima stagione, l'anno scorso.

Remake, reboot, prequel, sequel. E degli adattamenti, non possiamo proprio fare a meno? L'opinione di Roy Menarini.

Michelle Yeoh è appena stata scelta da James Cameron per i tre sequel previsti di Avatar. Vi riproponiamo allora la locandina di Emanuela Martini scritta per il film del 2009.

La citazione

«We want our film to be beautiful, not realistic.»

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Recensione pubblicata su FilmTv 07/2019

La vita in un attimo


Regia di Dan Fogelman

«Era tanto bello e ho pianto tanto». E va benissimo. Ma chissà se perfino la vecchina di Amarcord tentennerebbe dinanzi a questo incredibile polpettone al saccarosio, fotoromanzesca e spericolata epica sentimentale che sfreccia attraverso spazio e tempo, amore e morte, per aforizzare sul miracolo della vita sopra qualsiasi tragedia. Tre generazioni s’incrociano con effetto farfalla (ma a paragone Third Person di Haggis è un capolavoro di sottigliezza), a botte di agnizioni e monologhi epifanici srotolati lungo un complesso trentennale di disgrazie a dir poco cataclismatiche (il top: donna incintissima attraversa la strada senza guardare, finisce sotto un autobus e traumatizza per sempre il bimbetto straniero a bordo vettura). C’è spazio anche per la mise en abyme: il compagno dell’investita rimette oniricamente in scena il rimosso; si teorizza la vita come supremo narratore inaffidabile, e via così. Alla fine amor vincit omnia - ci mancherebbe altro! -, e la famiglia miracolosa & miracolata dall’happy end è mista e cosmopolita (stoccata anti-trumpiana). La vita in un attimo è un compendio della poetica cara a Fogelman, papà della lacrimevole hit seriale This Is Us ma anche dell’irriverente Galavant, oltre che brillante penna Disney (Bolt, Rapunzel). Insomma: ci è o ci fa? Ai critici che hanno unanimemente massacrato il film (anche tonfo eclatante al botteghino Usa) ha ribattuto che i maschi bianchi davanti alla cruda onestà emotiva svicolano, incapaci d’oggettività. Ci fa? Di sicuro ci crede: e al suo guilty pleasure matarazziano così nudo e scoperto bisogna quantomeno dare atto di uno svergognato coraggio.

I 400 colpi

FDM
5
La vita in un attimo (2018)
Titolo originale: Life Itself
Regia: Dan Fogelman
Genere: Sentimentale - Produzione: Usa/Spagna - Durata: 117'
Cast: Oscar Isaac, Olivia Wilde, Olivia Cooke, Antonio Banderas, Annette Bening, Laia Costa, Mandy Patinkin, Jean Smart, Sergio Peris-Mencheta, Àlex Monner
Sceneggiatura: Dan Fogelman

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Fiaba Di Martino

Fiaba riceve in fasce un nome lezioso che le profetizza l'amore per le storie, nel cinema, sul cinema e del cinema: a dieci anni vota i film disegnando a matita i pollici di Film Tv accanto ai biglietti della multisala più bella di sempre, l'Arcadia; di lì a poco si innamora delle finestre di Hitchcock, degli occhi di Jean Gabin e dell'aplomb di Lauren Bacall, e lo urla al mondo prima dal giornalino scolastico del classico poi dai siti web (MyMovies, Players, PositifCinema, BestMovie.it), mentre frequenta corsi di scrittura alla Scuola Civica di Cinema milanese e scrive un libro su Xavier Dolan con la collega positivista Laura Delle Vedove. Lost in translation nello stereo totale, ritrova se stessa nella pioggia di Madison County, nelle lettere di Gramsci, nelle ferite di David Grossman, nelle urla liberatorie di Sion Sono, nelle risate di Shosanna Dreyfus, nei silenzi di Antonioni, nelle parole di Frances Ha («non sono ancora una vera persona») e nello spazio tra i titoli di testa e quelli di coda.


Fiaba Di Martino

Fiaba riceve in fasce un nome lezioso che le profetizza l'amore per le storie, nel cinema, sul cinema e del cinema: a dieci anni vota i film disegnando a matita i pollici di Film Tv accanto ai biglietti della multisala più bella di sempre, l'Arcadia; di lì a poco si innamora delle finestre di Hitchcock, degli occhi di Jean Gabin e dell'aplomb di Lauren Bacall, e lo urla al mondo prima dal giornalino scolastico del classico poi dai siti web (MyMovies, Players, PositifCinema, BestMovie.it), mentre frequenta corsi di scrittura alla Scuola Civica di Cinema milanese e scrive un libro su Xavier Dolan con la collega positivista Laura Delle Vedove. Lost in translation nello stereo totale, ritrova se stessa nella pioggia di Madison County, nelle lettere di Gramsci, nelle ferite di David Grossman, nelle urla liberatorie di Sion Sono, nelle risate di Shosanna Dreyfus, nei silenzi di Antonioni, nelle parole di Frances Ha («non sono ancora una vera persona») e nello spazio tra i titoli di testa e quelli di coda.

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