Un valzer tra gli scaffali di Thomas Stuber - la recensione di FilmTv

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La citazione

«La televisione è meglio del cinema. Sai sempre dov'è la toilette. (Dino Risi)»

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Pedro Armocida

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Recensione pubblicata su FilmTv 07/2019

Un valzer tra gli scaffali


Regia di Thomas Stuber

S’intravedono tra le scatole di cioccolatini: Christian è appena arrivato e fa il magazziniere del reparto bevande e alcolici, sotto la supervisione del collega più vecchio Bruno. Marion invece lavora da tempo al reparto dolciumi ed è già pratica della guida del muletto, il carrello elevatore con cui si spostano e si impilano sugli scaffali altissimi le merci del supermercato. La padronanza del muletto è una qualità distintiva: segnala abilità, sveltezza, anzianità di servizio e soprattutto “appartenenza”. Perché quel supermercato in mezzo a uno snodo stradale della ex Germania est, dove il direttore mette un cd di musica classica appena arriva la notte, non è solo il luogo di lavoro ma anche quello degli amici, della solidarietà, forse dell’amore, di una specie di “famiglia”. Certamente per il solitario, taciturno Christian, ma forse anche per altri. Aperto dalle note del Sul bel Danubio blu di Strauss che echeggiano tra i corridoi del magazzino, Un valzer tra gli scaffali di Thomas Stuber ha la poesia, l’umanità e l’amarezza delle piccole, irrisolte, silenziose commedie quotidiane, dove cinque minuti passati insieme nella Siberia (il reparto surgelati) o un cioccolatino con una candelina accesa nel giorno del compleanno possono scaldare il cuore. Poi, dopo un piccolo party occasionale, ognuno risale sulla sua auto o il suo autobus e si perde nella propria vita privata. L’umorismo sotterraneo, più laconico di quello di Aki Kaurismäki, lascia il posto al vuoto, che può anche trasformarsi nel rimpianto di un altro lavoro, un altro tempo, un’altra Germania. 

I 400 colpi

EM
7
Un valzer tra gli scaffali (2018)
Titolo originale: In den Gängen
Regia: Thomas Stuber
Genere: Commedia drammatica - Produzione: Germania - Durata: 125'
Cast: Sandra Hüller, Franz Rogowski, Peter Kurth, Matthias Brenner
Sceneggiatura: Clemens Meyer, Thomas Stuber

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