Alita - Angelo della battaglia di Robert Rodriguez - la recensione di FilmTv

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La citazione

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Marianna Cappi

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Recensione pubblicata su FilmTv 07/2019

Alita - Angelo della battaglia


Regia di Robert Rodriguez

James Cameron ha cominciato vent’anni fa a lavorare al progetto di Alita - Angelo della battaglia, dal manga di Yukito Kishiro: l’inventore di Terminator non poteva non essere attratto dall’umanità dei cyborg che il dottor Ido amorevolmente ripara. Poi ha fatto Avatar, ma ha continuato a giocherellare con Alita, finendo per esserne produttore e co-sceneggiatore e lasciando la regia a Robert Rodriguez. Ma non c’è dubbio che, nella storia della ragazzina mezza cyborg raccattata dal buon dottore della città bassa tra i rifuti della città alta Zalem, si respiri un’inequivocabile aria “cameroniana”. Materna; o meglio, paterna (ma, anche qui, una mamma è sempre una mamma, come un medico è sempre un medico). Romantica, con la love story tra i due giovani depauperati di Iron City (e Rosa Salazar in motion capture e con big eyes manga è molto più sexy del partner umano Hugo). Ecologista: la città del 2563 è un cumulo di stili e di macerie, un formicaio violento e miserabile che si ravviva solo quando si fa a botte per strada o nei pub, o quando si gioca a motorball. Per lo più tra cyborg ultraccessoriati e feroci. La sceneggiatura pesca tra action, fantascienza, mélo romantico, dottor Frankenstein e cyberpunk, un po’ di thriller (e di serial killer), e perde spesso i pezzi per strada. E il côté visivo va di pari passo, frullando Blade Runner, Elysium, Ghost in the Shell, naturalmente Terminator e Rollerball e ogni altro riferimento distopico da Metropolis in poi. Il 3D è superfluo e inutilizzato (e questo, dall’occhio di Avatar, sorprende). Robert Rodriguez: non pervenuto.

I 400 colpi

PA
7
AC
5
FDM
5
AF
8
MG
4
EM
4
FM
5
RMO
6
media
5.5
Alita - Angelo della battaglia (2019)
Titolo originale: Alita: Battle Angel
Regia: Robert Rodriguez
Genere: Fantascienza - Produzione: Canada/Argentina/Usa - Durata: 122'
Cast: Rosa Salazar, Christoph Waltz, Jennifer Connelly, Mahershala Ali, Ed Skrein
Sceneggiatura: James Cameron, Laeta Kalogridis, Robert Rodriguez

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Emanuela Martini

Capelli rossi, lettrice forte, brutto carattere (dicono). La prima volta mi hanno portata al cinema che avevo tre anni. Ci stavo dalle 2 alle 8, orario continuato. Praticamente, non ne sono più uscita: adesso ci sto anche dalle 8 alle 20, e a volte pesa. Ma la passione resta e non mi annoio (quasi mai). Onnivora: mi piace tutto (quando mi piace). Autori di culto: Michael Powell e Robert Altman. Serie: Twin Peaks e I Soprano forever. Rimpiango il cinema americano anni ’70 e il metabolismo dei trent’anni. Vivo in un disordine "escheriano", tra libri, oggetti, dvd, foto, abiti e scarpe, con Lucrezia, gatta petulante di 19 anni. Credo allo Stregatto (quello di Alice): qui in giro aleggia il sorriso di Blimp, Sibella e Oreste.

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