Escape Room di Adam Robitel - la recensione di FilmTv

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Matteo Marelli dice che Il silenzio degli innocenti è il film da salvare oggi in TV.
Su Spike alle ore 01:10.

State già seguendo su TIMVision la seconda stagione di Killing Eve ? Vi riproponiamo l'intervista doppia alle due attrici protagoniste realizzata per l'arrivo della prima stagione, l'anno scorso.

Remake, reboot, prequel, sequel. E degli adattamenti, non possiamo proprio fare a meno? L'opinione di Roy Menarini.

Michelle Yeoh è appena stata scelta da James Cameron per i tre sequel previsti di Avatar. Vi riproponiamo allora la locandina di Emanuela Martini scritta per il film del 2009.

Sulla seconda stagione abbiamo pareri discordi (cfr. il Perché sì / Perché no di FilmTv n° 16). Ma la prima stagione di The OA ci era piaciuta molto: la recensione di Giulio Sangiorgio.

La seconda stagione di Big Little Lies , che era nata come miniserie, uscirà a giugno ed è diretta non più da Jean-Marc Vallée ma da una regista americana di cui abbiamo parlato spesso nelle nostre pagine. Questo è il primo film suo che abbiamo recensito nella rubrica Scanners.

La citazione

«Quando la leggenda diventa realtà, si stampi la leggenda (John Ford)»

scelta da
Emanuela Martini

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Recensione pubblicata su FilmTv 11/2019

Escape Room


Regia di Adam Robitel

Sei persone, un enigmatico puzzle a forma di cubo, la chiave d’accesso a un sistema di escape room. Un premio da 10 mila dollari. Un gioco al massacro in una camera chiusa. L’interattività ha fatto il suo tempo. Purtroppo oggi l’oggetto del racconto sono sempre e solo le strutture del racconto stesso. Decenni di decostruzionismo, narratologia, vulgate del postmoderno, citazionismo, autoreferenzialità, dominio assoluto del secondo grado hanno provocato da un lato il ritorno della scrittura/sceneggiatura normativa (vedi alla voce serie tv) e dall’altro una narrazione meccanica, sempre identica a se stessa. L’unica notizia buona che emerge da Escape Room è che questa detestabile tendenza del racconto cinematografico post-tutto potrebbe essere giunta alla fine. La tematizzazione del “lettoremio-simile” come giocatore (topo in trappola) in un sistema di scatole (stanze) cinesi dalle quali si esce solo trovando e mettendo insieme gli indizi giusti rimanda, in maniera se vogliamo ideologicamente fascista, a un significato unico cui si può giungere riducendo a uno tutte le possibilità… possibili. Tutta questa presunta libertà videoludica ci riporta al significato unico. Film pedestre e noioso che non vanta nemmeno il sadismo splatter di un Saw - L’enigmista, Escape Room riduce il campo dell’esperienza in nome di possibilità inesistenti. Un indizio, una soluzione, un/a sopravvissuto/a. Come dire che non si prova nemmeno a riscrivere il contratto sociale: lo si perpetua e basta. Perversamente la decostruzione di massa riafferma solo l’esistente. La fine di tutti i giochi.

I 400 colpi

GAN
3
Escape Room (2019)
Titolo originale: Escape Room
Regia: Adam Robitel
Genere: Horror - Produzione: Usa/Canada - Durata: 99'
Cast: Deborah Ann Woll, Tyler Labine, Taylor Russell, Logan Miller, Jay Ellis, Nik Dodani, Yorick Van Wageningen, Cornelius Geaney Jr., Russell Crous, Bart Fouche
Sceneggiatura: Bragi F. Schut, Maria Melnik

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Giona A. Nazzaro

Delegato generale Settimana Internazionale della Critica di Venezia. Programmatore Visions du Réel di Nyon (Svizzera). Collaboratore Festival del Film di Locarno. Autore di libri e saggi. Dischi, libri, gatti, i piaceri. Il resto, in divenire.

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