C'è tempo di Walter Veltroni - la recensione di FilmTv

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La citazione

«Il cinema è come un uomo a cavallo che arriva in una cittadina del West, e noi non sappiamo niente di lui. (Jean-Claude Carrière)»

scelta da
Marianna Cappi

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Recensione pubblicata su FilmTv 11/2019

C'è tempo


Regia di Walter Veltroni

Dimentichiamo chi è il regista e cosa ha fatto nella vita. Vediamo C’è tempo senza pregiudizi. È un road movie-con-ragazzino, un po’ come Sole a catinelle con Checco Zalone. Ma con pochissimi riferimenti al presente italiano (qualche battuta su precari e bancari). Invece c’è tanto cinema, come in un brutto Wenders. Il tredicenne protagonista ha il mito di I 400 colpi, mentre la sua amica vede solo le serie tv; ora della fine incontrerà il vero Jean-Pierre Léaud in una brasserie parigina. Poi Léaud sembra schiattare a un tavolo, prostrato dalla partecipazione speciale, ma questo sarebbe un altro film. C’è spazio per Scola, Fellini e un sacco di Bertolucci, con visita alla stalla di Novecento e lunga clip (ma non la scena con Burt Lancaster sporcaccione). Insomma, l’opera prima di un giovane regista che ci ficca dentro tutto quello che ama, anche la musica (Dalla) e i libri (Del Giudice), che ci vuole fare condividere le sue passioni. Lieto come un bimbo di giocare con il cinema, sfoggia pianisequenza e usa droni, ralenti, grandangoli e ogni diavoleria digitale che consente il budget. Insomma, un giovane che vuole dire tutto e alla fine non dice molto: l’elogio dei perdenti che inseguono gli arcobaleni, una volontà di poesia insistita e polverosa (spesso i giovani sono molto vecchi) e le prevedibili cadute di tono: siparietti comici agghiaccianti, timidissimi spunti quasi sexy (mi dicono che il regista ama Mariano Laurenti, oltre che Truffaut), e anche un po’ di calcio e nostalgia anni 70, per agganciare un ampio spettro di pubblico. Un film iperreale. Incredibile. Un incubo.

I 400 colpi

PA
6
MG
3
MM
2
FM
1
RMO
1
GAN
5
GS
2
media
2.9
C'è tempo (2019)
Titolo originale: -
Regia: Walter Veltroni
Genere: Commedia - Produzione: Italia - Durata: 107'
Cast: Stefano Fresi, Giovanni Fuoco, Simona Molinari, Francesca Zezza, Jean-Pierre Léaud, Max Tortora, Giovanni Benincasa, Anna Billò, Laura Efrikian, Silvia Gallerano, Sergio Pierattini
Sceneggiatura: Walter Veltroni, Doriana Leondeff

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Alberto Pezzotta

Alberto Pezzotta si è occupato di cinema italiano (Ridere civilmente. Il cinema di Luigi Zampa; Il western italiano; Regia Damiano Damiani; Mario Bava; la curatela, con Stefania Parigi, di Il lungo respiro di Brunello Rondi), di storia della critica (La critica cinematografica; la curatela, con Anna Gilardelli, di Alberto Moravia, Cinema italiano. Recensioni e interventi 1933-1990), di cinema orientale (Tutto il cinema di Hong Kong). Ha collaborato alla Storia del cinema mondiale di Gian Piero Brunetta e alla Storia del cinema italiano del CSC, oltre che a riviste come “Bianco e Nero”, "Imago", “8 1/2”. Scrive di cinema e musica su "Blow Up". Ha tradotto libri, tra gli altri, di Chinua Achebe, Eric Bogosian, Harry Crews, James Dickey, Barry Gifford, Jim Harrison, Hanif Kureishi, Lorrie Moore, Joyce Carol Oates, Hugues Pagan, Derek Raymond, Colm Tóibín.
Twitter: @APezzotta.

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