Un viaggio indimenticabile di Til Schweiger - la recensione di FilmTv

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Pier Maria Bocchi dice che Velluto nero è il film da salvare oggi in TV.
Su IRIS alle ore 03:50.

Quanto vale l’altra metà del cielo, sul grande schermo? Quanto potere hanno le registe e le maestranze al femminile a Hollywood? Uno sguardo alle cifre e ai nomi, resistenti o emergenti, del gentil sesso al cinema.

Tempi duri per i grandi della nuova Hollywood. Quando essere un autore di culto tipo Brian De Palma non basta come garanzia per partire con una nuova produzione. Un'analisi di Giulia D'Agnolo Vallan.

Film di culto, pilastro della storia del cinema, capolavoro assoluto. E... Mel Gibson si prepara a rifarlo. Con un ricco cast, come vi raccontiamo nella prossima newsletter. Rileggiamo le parole di Gianni Amelio.

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Tra i film che abbiamo già visto dell'edizione 2019 del Festival di Cannes c'è La Gomera di Corneliu Porumboiu, che non ci ha convinto. Vi invitiamo a confrontare le parole di Roberto Manassero con quelle di Sangiorgio, che con questa recensione, qualche anno fa, nella rubrica Scanners, presentava quest'autore della Nuova onda rumena.

La citazione

«Non solo Dio non esiste, ma provate a trovare un idraulico durante il week end! (Woody Allen)»

scelta da
Emanuela Martini

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Recensione pubblicata su FilmTv 13/2019

Un viaggio indimenticabile


Regia di Til Schweiger

Eccolo, l’Alzheimer movie cinepanettonizzato, autoremake di un filmaccio tedesco di Til Schweiger (chi? Ci piace ricordarlo tra i bastardi di Tarantino, anche se da regista è molto più minaccioso) che lo ribatte per i palati americani con un cast che parrebbe radunato da un algoritmo lombrosiano: Dillon/Mortimer genitori frigidi, Nolte nonno rimbambito, la di lui figlia (!) nipote coraggio. In questo road movie verso Venezia la demenza senile - oltre a colpire anche gli italiani, fermi agli anni 50 - è un trastullo exploitativo per sketch scatologici, forzature di rubinetti lacrimali, risate crasse (se si ridesse), stoppose rianimazioni affettive e lampi da commedia sexy (le suore!). Durata scriteriata: 139’. Guardatevene. O, per dimenticare (...), ben venga una cura Ludovico al contrario, con Lontano da lei e Arrugas in loop.

I 400 colpi

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0
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3
Un viaggio indimenticabile (2018)
Titolo originale: Head Full of Honey
Regia: Til Schweiger
Genere: Commedia drammatica - Produzione: Germania/Usa - Durata: 139'
Cast: Nick Nolte, Matt Dillon, Emily Mortimer, Sophia Lane Nolte, Claire Forlani, Eric Roberts, Greta Scacchi, Jacqueline Bisset, Emily Cox, Til Schweiger, Valerie Huber
Sceneggiatura: Til Schweiger, Lo Malinke, Jojo Moyes

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Fiaba Di Martino

Fiaba riceve in fasce un nome lezioso che le profetizza l'amore per le storie, nel cinema, sul cinema e del cinema: a dieci anni vota i film disegnando a matita i pollici di Film Tv accanto ai biglietti della multisala più bella di sempre, l'Arcadia; di lì a poco si innamora delle finestre di Hitchcock, degli occhi di Jean Gabin e dell'aplomb di Lauren Bacall, e lo urla al mondo prima dal giornalino scolastico del classico poi dai siti web (MyMovies, Players, PositifCinema, BestMovie.it), mentre frequenta corsi di scrittura alla Scuola Civica di Cinema milanese e scrive un libro su Xavier Dolan con la collega positivista Laura Delle Vedove. Lost in translation nello stereo totale, ritrova se stessa nella pioggia di Madison County, nelle lettere di Gramsci, nelle ferite di David Grossman, nelle urla liberatorie di Sion Sono, nelle risate di Shosanna Dreyfus, nei silenzi di Antonioni, nelle parole di Frances Ha («non sono ancora una vera persona») e nello spazio tra i titoli di testa e quelli di coda.


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Fiaba riceve in fasce un nome lezioso che le profetizza l'amore per le storie, nel cinema, sul cinema e del cinema: a dieci anni vota i film disegnando a matita i pollici di Film Tv accanto ai biglietti della multisala più bella di sempre, l'Arcadia; di lì a poco si innamora delle finestre di Hitchcock, degli occhi di Jean Gabin e dell'aplomb di Lauren Bacall, e lo urla al mondo prima dal giornalino scolastico del classico poi dai siti web (MyMovies, Players, PositifCinema, BestMovie.it), mentre frequenta corsi di scrittura alla Scuola Civica di Cinema milanese e scrive un libro su Xavier Dolan con la collega positivista Laura Delle Vedove. Lost in translation nello stereo totale, ritrova se stessa nella pioggia di Madison County, nelle lettere di Gramsci, nelle ferite di David Grossman, nelle urla liberatorie di Sion Sono, nelle risate di Shosanna Dreyfus, nei silenzi di Antonioni, nelle parole di Frances Ha («non sono ancora una vera persona») e nello spazio tra i titoli di testa e quelli di coda.

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