Il viaggio di Yao di Philippe Godeau - la recensione di FilmTv

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Emanuele Sacchi dice che Quando la moglie è in vacanza è il film da salvare oggi in TV.
Su Paramount Channel alle ore 07:40.

Era atteso per il 2021 il remake live action di Akira , ma la produzione è stata fermata dal momento che il regista Taika Waikiki ha invece firmato per dirigere il quarto Thor . Il cult di Katsuhiro Otomo era del 1988, ma era ambientato nel 2019. E non è la prima volta che se ne annunciava un remake.

Film Tv di questa settimana è un numero speciale che raccoglie le classifiche dei migliori film del decennio 2010-2019. Quello che vi proponiamo è uno dei tanti film citati: Tsai Ming-liang è decisamente uno dei massimi registi contemporanei. Buona lettura.

Il 14 luglio 1969 usciva Easy Rider , cult generazionale e pietra miliare del cinema.

Possiamo riciclare i buoni propositi che Roy Menarini aveva fatto per il cinema del 2017 ancora oggi? Probabilmente sì.

La 14esima stagione è annunciata a settembre negli Usa, mentre la 13esima parte il 19 luglio su Fox in prima visione assoluta. Particolarmente longeva e molto politicamente scorretta, ritorniamo sulla 12esima stagione di C'è sempre il sole a Philadelphia , nell'attesa.

La citazione

«Guardatevi da tutte le imprese che richiedono vestiti nuovi (H.D. Thoreau)»

scelta da
Carolina Crespi

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Recensione pubblicata su FilmTv 14/2019

Il viaggio di Yao


Regia di Philippe Godeau

Fa onore a Omar Sy la consapevolezza della sua condizione di attore nero dall’anima bianca: un bounty, come lo definisce il piccolo Yao in questo film dall’evidente matrice autobiografica che l’attore francese di origini senegalesi e mauritane - qui anche produttore con il regista Philippe Godeau - ha cucito sulla sua esperienza. Celebre in Francia e sradicato nel mondo d’origine, in Il viaggio di Yao Sy interpreta Seydou Tall, un popolare attore che accetta l’invito di un festival di Dakar per incontrare il pubblico. Qui incontra Yao, un ragazzino con qualche anno in più del figlio rimasto a casa, e nel corso di un viaggio lungo l’intero corpo del Senegal, verso il paese dove lo stesso Yao vive e nella regione dove Seydou ha le radici, finirà per rinascere sia come padre sia come africano. Scena dopo scena, un intero paese srotola il suo catalogo di ovvietà, dall’inaffidabilità di orari e impegni alle danze tribali, dalla veggenza degli anziani all’ospitalità di chi poco o nulla possiede, alla differenza fra il tempo del consumismo e l’eternità del deserto: tanto basta, però, a Seydou per comprendere la lezione e tornare a casa. Certo, il titolo fa riferimento a Yao come vero protagonista del film, ma è un voluto ribaltamento di ruoli rispetto all’abituale funzionalità del personaggio di Sy, sovente impegnato in ruoli di spalla o di guida per uomini bianchi. Yao è il futuro di Seydou, e insieme il suo passato da emendare: un rispecchiamento e un mutamento che ribadiscono la natura intima del film, ma come tutto il resto gli negano con la loro elementarità ogni possibile sfumatura o vera emozione.

I 400 colpi

RM
5
ES
6
media
5.5
Il viaggio di Yao (2018)
Titolo originale: Yao
Regia: Philippe Godeau
Genere: Commedia drammatica - Produzione: Francia - Durata: 104'
Cast: Omar Sy, Lionel Louis Basse, Gwendolyn Gourvenec, Fatoumata Diawara, Germaine Acogny, Alibeta, Abdoulaye Diop, Ismaël Charles Amine Saleh, Mame Fatou Ndoye, Aristote Laios
Sceneggiatura: Philippe Godeau, Agnès de Sacy

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