Hellboy di Neil Marshall - la recensione di FilmTv

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La citazione

«We want our film to be beautiful, not realistic.»

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Recensione pubblicata su FilmTv 16/2019

Hellboy


Regia di Neil Marshall

Artù, Excalibur e Hellboy sono uniti da un filo invisibile nel reboot del ragazzo infernale ideato da Mike Mignola. C’erano una volta re Artù e il mago Merlino. E c’era pure Hellboy di Del Toro, che aveva dato un senso cinematografico al personaggio di ribelle più inconsueto della storia recente del fumetto. Chiamato a firmare un reboot voluto in sostituzione di un terzo capitolo, Neil Marshall, un tempo regista di belle speranze (The Descent), riparte inevitabilmente da Del Toro. Suoi l’atteggiamento e le battutine del ragazzo infernale, sua la dissacrante rivisitazione del fumetto. L’effetto generale però è quello dei Greta Van Fleet rispetto ai Led Zeppelin, forma che si è dimenticata della sostanza. Ma è fuori dalla quota Del Toro che cominciano i problemi veri. Ciclo arturiano e Resident Evil, riferimenti pop e pseudo-storia raccontata alla maniera di Alan Moore: tutto è compresso meccanicamente, divorato bulimicamente, mai sintetizzato o rielaborato secondo un proprio linguaggio. Non è la prima volta che si assiste a simili mash-up da abuso di eclettismo, ma in Hellboy è come se il dardo scagliato contro l’anima di celluloide del cinematografo si fosse conficcato ancor più in profondità. Quel che resta del cinema è vilipeso sotto un fiume di parole al vento e compilation da Spotify sparate a un volume insostenibile, tra verbosità vane e infinite che hanno la densità delle pagine più impervie del Mabinogion ma la pregnanza e la profondità di un abbecedario. Si esce dalla sala stremati da un tonitruante nulla. A tal punto che anche la generosa quantità di gore profuso finisce per passare del tutto inosservata.

I 400 colpi

AF
4
FM
0
RMO
4
ES
2
FT
3
media
3.3
Hellboy (2019)
Titolo originale: Hellboy
Regia: Neil Marshall
Genere: Fantasy/Supereroico - Produzione: Usa - Durata: 120'
Cast: David Harbour, Sasha Lane, Milla Jovovich, Daniel Daekim, Ian McShane
Sceneggiatura: Andrew Cosby

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Emanuele Sacchi

Nato nella città delle due discoteche e 106 farmacie, presto smarrito nei meandri del rock e del cinematografo. È ingegnere informatico, benché si finga pensatore umanista. Giornalista pubblicista, critico cinematografico e musicale, collabora con FilmTv, MYmovies.itRumore, Filmidee, Asiaexpress ed è direttore della testata web Hong Kong Express (www.hkx.it). È autore di 50x35mm - Soundtrack Rumorose (Homework, 2016), con Stefano Locati di Il nuovo cinema di Hong Kong - Voci e sguardi oltre l'handover (Bietti, 2014) e con Francesca Monti di Richard Linklater - La deriva del sogno americano (Bietti, 2017). Film: Apocalypse Now (ma non Redux). Album: Forever Changes dei Love (anche per il titolo).

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