Ma cosa ci dice il cervello di Riccardo Milani - la recensione di FilmTv

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Sergio M. Grmek Germani dice che I cento cavalieri è il film da salvare oggi in TV.
Su RaiMovie alle ore 18:10.

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Nel 2011, in occasione dell’uscita in sala del film di Jean-Jacques Annaud Il principe del deserto , con Antonio Banderas e Tahar Rahim, avevamo voluto ripercorrere la storia del Sahara al cinema. Vi riproponiamo oggi questo percorso.

Il cibo, la tradizione, il vino... ma la birra? Piccolo excursus su una bevanda popolare, ma non così tanto al cinema.

Al cinema da giovani è una raccolta di scritti di Maurizio Ponzi, appena uscita, da cui abbiamo tratto l'intervista che Ponzi fece a Jean-Pierre Melville negli anni '60, pubblicata su FilmTv n° 33. Per accompagnare quella lettura vi proponiamo il testo di Emanuela Martini su Lo spione .

Il 21 agosto arriva su Sky Atlantic la settima e ultima stagione di Veep . Riprendiamo il filo con la recensione della stagione 6.

La citazione

«Lui adesso vive ad Atlantide / con un cappello pieno di ricordi / ha la faccia di uno che ha capito / e anche un principio di tristezza in fondo all'anima / nasconde sotto il letto barattoli di birra disperata / e a volte ritiene di essere un eroe. (Francesco De Gregori - Atlantide)»

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Matteo Bailo

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Recensione pubblicata su FilmTv 17/2019

Ma cosa ci dice il cervello


Regia di Riccardo Milani

Lo scorso numero lo diceva chiaramente, quel che pensiamo del cinema della Cortellesi: «La migliore commedia italiana». Vero. Brillante, credibile, sensibile al suo tempo. Capace di leggere l’Italia di oggi, di metterne in luce i paradossi socioculturali e di farlo da una prospettiva femminile. Poi ci sono i film. Che non sono tutti uguali. Così, dopo il successo di Come un gatto in tangenziale, in cui si cuciva in una commedia satirico/sentimentale il distacco della classe dirigente dal paese reale, in Ma cosa ci dice il cervello il team Cortellesi prova una versione di True Lies, importando alla romana (come Lo chiamavano Jeeg Robot coi supereroi) Atomica bionda e Red Sparrow, e insieme proponendo una morale civile sul presente. Un’agente segreta a Roma, il difficile rapporto carriera/famiglia, il legame con la figlia che la crede, come tutti, una noiosa impiegata statale. E la decisione di difendere amici competenti (un medico, un allenatore, un professore, una hostess - ma quanto sarebbe stato bello un critico...) dall’opinionismo internettaro, dal «questo lo dice lei», dalla tabula rasa del pudore. Scene action vorrei ma non posso (guardarsi, in Francia, En liberté!), struttura a sketch, scrittura perciò superficiale e a macchiette, in cui non tutto è misurato (il rapporto con la figlia, per esempio, non trova catarsi), per un film che ambisce alla via, tra paraboletta e barzelletta, di una commedia educativa (col rischio di sguardo da élite), che invita a dire no all’abbrutimento etico e a credere, con Mengoni, negli esseri umani. Nell’essere civili. Idea alta (dall’alto in basso?) di cinema: il film ci prova, ma non ci arriva.

I 400 colpi

PA
7
AF
4
FM
4
RMO
5
EMO
6
GAN
5
GS
5
media
5.1
Ma cosa ci dice il cervello (2019)
Titolo originale: -
Regia: Riccardo Milani
Genere: Azione/Commedia - Produzione: Italia - Durata: 98'
Cast: Paola Cortellesi, Stefano Fresi, Teco Celio, Remo Girone, Lucia Mascino
Sceneggiatura: Riccardo Milani, Paola Cortellesi, Furio Andreotti, Giulia Calenda

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Nasce su quel ramo del lago di Como e, quando non guarda, scrive. Gli piace il cinema comico - Buster Keaton, Jerry Lewis, Charlie Bowers, Pierre Etaix - quindi non può che diffidare della facile ironia. Pretende che i film sfidino le convinzioni del suo sguardo, per questo preferisce, sempre, ciò che eccede. Lo guida Chris Marker, piange Alain Resnais e, ingenuamente, crede che non esista correlazione tra l'r moscia e la voglia costante di cinema francese. Dirige Film Tv, sceglie film per Filmmaker, edita libri per Bietti Heterotopia. Non è in grado di stendere un suo profilo, ma sa che l'anagramma del suo nome è Luigio Nasogrigio. «E di me dico "egli"; – uno che non mi riguarda». Solo per ora, però.

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