Non sono un assassino di Andrea Zaccariello, Paolo Rossi - la recensione di FilmTv

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Recensione pubblicata su FilmTv 18/2019

Non sono un assassino


Regia di Andrea Zaccariello, Paolo Rossi

A uccidere il giudice Mastropaolo (Boni) è stato il vicequestore Prencipe (Scamarcio), l’amico di una vita e l’ultimo a vederlo vivo? Zaccariello (anche co-sceneggiatore dall’omonimo romanzo di Francesco Caringella) cita Simenon per dire che l’interesse principale non è chi l’ha fatto, ma perché. Stando al gioco, potremmo aggiungere che il legal thriller di partenza gli interessa in quanto consente di mettere in scena un giallo dalle tinte vagamente metafisiche alla Dürrenmatt, che s’interroga sul gioco delle parti nel processo. E anche nella vita, perché il film tratteggia, oltre il genere, la storia di tre uomini (i due citati, e l’avvocato provato dalla vita Giorgio, al quale Edoardo Pesce offre accenti di sincera umanità, nonostante qualche eccesso di scrittura), un vero bromance mélo lungo trent’anni di vite incrociate, tra amicizia, sentimenti e lavoro. Ma è pure, a suo modo, un film-puzzle, sulla linea di Il testimone invisibile, qui come lì uno Scamarcio ambiguo che non si sa fino alla fine se angelo o demonio. Troppa roba? Probabilmente sì e, tra Petri e Argento (con Profondo rosso citato nel finale), Zaccariello costruisce un intricato labirinto a più piani temporali senza soluzione di continuità, pieno di echi e di rispecchiamenti (anche musicali, con Emerson, Lake & Palmer onnipresenti), che confonde e stordisce. Magari non tutto funziona alla fine, alcuni personaggi femminili sono solo decorativi (non la PM di Gerini, dalla voce arrochita) e nei (fitti) dialoghi buttarla sulle Operette morali è rischiosissimo. Però è un film che ha l’ambizione di costruire un mondo complesso e non il solito appartamento IKEA da cinema italiano medio.

I 400 colpi

AF
5
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4
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7
media
5.3
Non sono un assassino (2019)
Titolo originale: -
Regia: Andrea Zaccariello, Paolo Rossi
Genere: Thriller - Produzione: Italia - Durata: 120'
Cast: Riccardo Scamarcio, Alessio Boni, Edoardo Pesce, Claudia Gerini, Sarah Felberbaum, Barbara Ronchi, Vincenzo De Michele, Katsiaryna Shulha, Pasqualina Sanna, Elena Visari
Sceneggiatura: Andrea Zaccariello

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Rocco Moccagatta

Studiava giurisprudenza, ma andava più spesso al cinema di quanto avrebbe dovuto. D'altronde il padre l'ha portato per anni al cinema ogni sabato. Di cosa potrebbe dunque lamentarsi? Dopo l'università, fa la cosa giusta e comincia a occuparsi davvero di film, persino professionalmente. Oggi lo insegna pure, il cinema, in IULM e in altre università del regno, soprattutto il cinema classico e il cinema dei generi popolari, la sua passione da sempre. Per campare guarda anche molta televisione, visto che lavora come scenarista e analista dei media presso la factory di media research Neopsis (non si pronuncia Neopsais, eh...). Ha scritto e scrive da tante parti, da Duel/Duellanti a Marla, da Ottoemezzo a L'officiel Homme. Nel tempo, ha scoperto che gli piace molto il cinema italiano di ieri e di oggi e che si può non vergognarsene. Il riconoscimento più prezioso è stato essere ribattezzato "Giancarlo Cianfrusaglie" da Maccio Capatonda.

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