L'uomo che comprò la luna di Paolo Zucca - la recensione di FilmTv

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Su Rai3 alle ore 02:05.

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Uncut Gems è tra i dieci migliori film invisibili dell'anno e ha ottenuto svariati premi anche se è stato escluso dalla corsa agli Oscar 2020. Sarà disponibile dal 31 gennaio su Netflix, ma intanto recuperiamo un altro invisibile dei fratelli Safdie, con la recensione di Ilaria Feole.

Cominciano i festeggiamenti per i cent'anni di Federico Fellini. Prossimamente sulla rivista, qui con una locandina di Emanuela Martini.

Non tutti i collaboratori di FilmTv sono entusiasti di Watchmen .

The New Pope arriva su Sky Atlantic il 10 gennaio, come anticipato nel n° 53. È il seguito, sempre di Paolo Sorrentino, di The Young Pope, di cui vi riproponiamo qui la recensione.

La citazione

«Alice Harford: I do love you and you know there is something very important we need to do as soon as possible. - Dr. Bill Harford: What's that? - Alice Harford: Fuck.»

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Fabrizio Tassi

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Recensione pubblicata su FilmTv 18/2019

L'uomo che comprò la luna


Regia di Paolo Zucca

Quando si diffonde la diceria che un pescatore sardo abbia comprato la luna, si mobilita anche la Casa bianca: i servizi segreti italiani decidono quindi di infiltrare nella provincia remota dell’isola un paracadutista milanese di origine sarda, che si fa chiamare Kevin Pinelli ma in realtà risponde al nome di Gavino Zoccheddu. Per chi conosce il rock’n’roll dei Barrittas o, meglio ancora, per chi ha messo le mani su una di quelle audiocassette semiclandestine in sardo stretto, che circolavano nei primi anni 90 (Visitors fece epoca), Benito Urgu assomiglia a un mito vivente. Ne sa qualcosa Giovanni Storti, che ne trasse ispirazione per dar vita al suo Nico negli sketch dei sardi a Mai dire gol. Il secondo film di Paolo Zucca, già regista dell’acclamato L’arbitro, ruota attorno alla figura di Urgu, qui guida spirituale di “sardità” per l’ingenuo Kevin. Tra scatenati match di morra o di calcio balilla si consumano così gag esilaranti, tutti giocati sugli stereotipi dell’isolano - non manca quello legato alle pecore e alla solitudine - e accomunati dalla medesima tonalità di slapstick surreale, con Stefano Fresi e Francesco Pannofino intenti a rinverdire (ancora) i fasti di Stanlio e Ollio. Ángela Molina, invece, garantisce la quota di fascino immortale, che colora un epilogo animista e ancestrale insieme, guidato da quel realismo magico che va contaminando sempre più il cinema italiano. Jacopo Cullin si dimostra maschera comica dal potenziale non trascurabile, benché in L’uomo che comprò la luna latiti la novità spiazzante capace di trascinare e di farsi ricordare, al di là del gradevole e prevedibile divertissement passeggero.

I 400 colpi

ES
6
L'uomo che comprò la luna (2018)
Titolo originale: -
Regia: Paolo Zucca
Genere: Grottesco - Produzione: Italia/Albania/Argentina - Durata: 102'
Cast: Jacopo Cullin, Francesco Pannofino, Stefano Fresi, Angela Molina, Benito Urgu, Lazar Ristovski, Gregory Dayton, Andrea Prodan, Hervé Segata
Sceneggiatura: Paolo Zucca, Barbara Alberti, Geppi Cucciari

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Emanuele Sacchi

Nato nella città delle due discoteche e 106 farmacie, presto smarrito nei meandri del rock e del cinematografo. È ingegnere informatico, benché si finga pensatore umanista. Giornalista pubblicista, critico cinematografico e musicale, collabora con FilmTv, MYmovies.itRumore, Filmidee, Asiaexpress ed è direttore della testata web Hong Kong Express (www.hkx.it). È autore di 50x35mm - Soundtrack Rumorose (Homework, 2016), con Stefano Locati di Il nuovo cinema di Hong Kong - Voci e sguardi oltre l'handover (Bietti, 2014) e con Francesca Monti di Richard Linklater - La deriva del sogno americano (Bietti, 2017). Film: Apocalypse Now (ma non Redux). Album: Forever Changes dei Love (anche per il titolo).

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