John McEnroe - L'impero della perfezione di Julien Faraut - la recensione di FilmTv

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La citazione

«You Cannot Be Serious! (John McEnroe)»

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Rinaldo Censi

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Recensione pubblicata su FilmTv 19/2019

John McEnroe - L'impero della perfezione


Regia di Julien Faraut

Gil de Kermadec, primo direttore tecnico nella storia della Federazione francese di tennis, ha passato la sua vita realizzando documentari didattici sul tennis. Ha anche osservato i tennisti migliori giocare sui campi in terra rossa a Porte d’Auteil, dove ha sede il Roland Garros. Li ha filmati, li ha seguiti. Dal 1977 ha realizzato ritratti di molti campioni, in 16 mm. Tra questi, quello dedicato a John McEnroe. Julien Faraut, il regista di questo magnifico John McEnroe - L’impero della perfezione, dirige invece le collezioni filmiche dell’INSEP (Institut national du sport, de l’expertise et de la performance). Cercando tra i materiali di Kermadec ha recuperato numerosissimi rushes non utilizzati, dedicati al campione statunitense. Materiali straordinari. Ha deciso di farci un film. È il miglior film di supereroi in circolazione. McEnroe condivide con loro una specie di solitudine, l’ostilità, l’incomprensione. Che sport meravigliosamente crudele il tennis. McEnroe viene osservato, studiato in tutti i suoi stati. Con i capelli lunghi sembra un George Amberson Minafer cresciuto, ma sempre viziato, impertinente. E che grazia. Colpisce la palla rovesciando le leggi della fisica. Cerca la perfezione sapendo che non esiste. Inveisce contro i giudici, i fotografi, i fonici, il pubblico. Tutto sembra contro di lui. Ma è grazie a questa ostilità che egli ha sempre trovato la forza di dare in campo il meglio di sé. Vederlo contro Lendl, nella finale del Roland Garros del 1984, è come guardare gli X-Men in azione. Andate a vedere questo film. Lezione di tennis. Lezione di vita. Film dell’anno.

Rinaldo Censi (Voto: 8)

I 400 colpi

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media
7.8
John McEnroe - L'impero della perfezione (2018)
Titolo originale: L'empire de la perfection
Regia: Julien Faraut
Genere: Documentario - Produzione: Francia - Durata: 95'

Musiche: Serge Teyssot-Gay, Andrei Bogdanov
Fotografia: Julien Faraut

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