Il giovane Picasso di Phil Grabsky - la recensione di FilmTv

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La citazione

«Il banco di prova di un'intelligenza di prim'ordine è la capacità di tenere due idee opposte in mente nello stesso tempo e, insieme, di conservare la capacità di funzionare (Francis Scott Fitzgerald)»

scelta da
Emanuela Martini

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Recensione pubblicata su FilmTv 19/2019

Il giovane Picasso


Regia di Phil Grabsky

Diceva Machado che «la patria di un uomo è la sua infanzia». Per Pablo Picasso, era Malaga. Ed è da qui che parte Grabsky (già occupatosi di tracciare le coordinate artistiche ed esistenziali di Cézanne, Monet, Renoir) per (ri)fare la conoscenza di Pablo, prima che di Picasso: il suo doc è soprattutto una origin story che, coerentemente, culmina e termina nel momento della consacrazione a mito, a paradigma: Les demoiselles d’Avignon, l’opera aperta che la curatrice di uno dei cinque musei europei che hanno collaborato al film invita, con commozione, a osservare in silenzio. Non le minuziose ricapitolazioni biografiche, non i commentari degli esperti (e del nipote Olivier): a regalare un’unica, sana vertigine sono questi 30 secondi di muto fermoimmagine sul capolavoro che racchiude il cuore di un secolo.

I 400 colpi

FDM
6
Il giovane Picasso (2019)
Titolo originale: Young Picasso
Regia: Phil Grabsky
Genere: Documentario - Produzione: Gb - Durata: 85'

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Fiaba Di Martino

Fiaba riceve in fasce un nome lezioso che le profetizza l'amore per le storie, nel cinema, sul cinema e del cinema: a dieci anni vota i film disegnando a matita i pollici di Film Tv accanto ai biglietti della multisala più bella di sempre, l'Arcadia; di lì a poco si innamora delle finestre di Hitchcock, degli occhi di Jean Gabin e dell'aplomb di Lauren Bacall, e lo urla al mondo prima dal giornalino scolastico del classico poi dai siti web (MyMovies, Players, PositifCinema, BestMovie.it), mentre frequenta corsi di scrittura alla Scuola Civica di Cinema milanese e scrive un libro su Xavier Dolan con la collega positivista Laura Delle Vedove. Lost in translation nello stereo totale, ritrova se stessa nella pioggia di Madison County, nelle lettere di Gramsci, nelle ferite di David Grossman, nelle urla liberatorie di Sion Sono, nelle risate di Shosanna Dreyfus, nei silenzi di Antonioni, nelle parole di Frances Ha («non sono ancora una vera persona») e nello spazio tra i titoli di testa e quelli di coda.


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