Unfriended: Dark Web di Stephen Susco - la recensione di FilmTv

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La citazione

«Solo chi lascia il labirinto può essere felice, ma solo chi è felice può uscirne (Michael Ende - Lo specchio nello specchio)»

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Recensione pubblicata su FilmTv 20/2019

Unfriended: Dark Web


Regia di Stephen Susco

Come già nel precedente Unfriended (che non c’entra nulla), il campo visivo (e cognitivo) dello spettatore è limitato allo schermo del pc del protagonista (ma chi sta guardando davvero?): vediamo (e sappiamo) solo quel che c’è tra finestre, chat e videochiamate attraverso le quali la storia procede. Però, forse, la vera forza di questi screen movie (aggiornamento tecnologico di tanto horror contemporaneo in found footage) sta nel rendere angoscianti e sinistri (perturbanti?) spazi digitali quotidiani e familiari, non importa se infestati da uno spettro (come nel primo film) o manipolati da una setta di hacker cultori dello snuff come qui. Bella intuizione, anche se poi lo svolgimento pecca di facile sensazionalismo e di troppe inverosimiglianze. Comunque perfetto per pippe teoriche a buon mercato.

I 400 colpi

RMO
4
Unfriended: Dark Web (2018)
Titolo originale: Unfriended: Dark Web
Regia: Stephen Susco
Genere: Horror - Produzione: Usa - Durata: 92'
Cast: Betty Gabriel, Connor Del Rio, Rebecca Rittenhouse, Colin Woodell, Stephanie Nogueras, Andrew Lees, Savira Windyani, Douglas Tait, Bryan Adrian, Chelsea Alden
Sceneggiatura: Stephen Susco

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Rocco Moccagatta

Studiava giurisprudenza, ma andava più spesso al cinema di quanto avrebbe dovuto. D'altronde il padre l'ha portato per anni al cinema ogni sabato. Di cosa potrebbe dunque lamentarsi? Dopo l'università, fa la cosa giusta e comincia a occuparsi davvero di film, persino professionalmente. Oggi lo insegna pure, il cinema, in IULM e in altre università del regno, soprattutto il cinema classico e il cinema dei generi popolari, la sua passione da sempre. Per campare guarda anche molta televisione, visto che lavora come scenarista e analista dei media presso la factory di media research Neopsis (non si pronuncia Neopsais, eh...). Ha scritto e scrive da tante parti, da Duel/Duellanti a Marla, da Ottoemezzo a L'officiel Homme. Nel tempo, ha scoperto che gli piace molto il cinema italiano di ieri e di oggi e che si può non vergognarsene. Il riconoscimento più prezioso è stato essere ribattezzato "Giancarlo Cianfrusaglie" da Maccio Capatonda.


Rocco Moccagatta

Studiava giurisprudenza, ma andava più spesso al cinema di quanto avrebbe dovuto. D'altronde il padre l'ha portato per anni al cinema ogni sabato. Di cosa potrebbe dunque lamentarsi? Dopo l'università, fa la cosa giusta e comincia a occuparsi davvero di film, persino professionalmente. Oggi lo insegna pure, il cinema, in IULM e in altre università del regno, soprattutto il cinema classico e il cinema dei generi popolari, la sua passione da sempre. Per campare guarda anche molta televisione, visto che lavora come scenarista e analista dei media presso la factory di media research Neopsis (non si pronuncia Neopsais, eh...). Ha scritto e scrive da tante parti, da Duel/Duellanti a Marla, da Ottoemezzo a L'officiel Homme. Nel tempo, ha scoperto che gli piace molto il cinema italiano di ieri e di oggi e che si può non vergognarsene. Il riconoscimento più prezioso è stato essere ribattezzato "Giancarlo Cianfrusaglie" da Maccio Capatonda.

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