Una vita violenta di Thierry de Peretti - la recensione di FilmTv

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Negli Usa è cominciata l'ottava stagione della serie da cui è partito il cosiddetto Arroweverse . Questa stagione sarà l'ultima e da noi arriverà l'anno prossimo. Nel frattempo riproponiamo la recensione della prima.

La citazione

«La televisione è meglio del cinema. Sai sempre dov'è la toilette. (Dino Risi)»

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Pedro Armocida

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Recensione pubblicata su FilmTv 21/2019

Una vita violenta


Regia di Thierry de Peretti

Il riferimento a Pasolini è ideale, una forma d’ispirazione. Thierry de Peretti, corso, classe 1970, dopo aver raccontato in Apache i giovani annoiati e violenti della Corsica moderna con il secondo film (presentato a Cannes 2017) ha scelto di fare un passo indietro e guardare alla precedente generazione di metà anni 90, altrettanto violenta ma impegnata politicamente, coinvolta nella lotta indipendentista dell’isola in una fase confusa di scontri interni ai gruppi combattenti, infiltrazioni mafiose e ambiguità dello stato francese. Il film è stato il punto d’arrivo di un percorso compiuto dal regista con gli attori non professionisti del film - «una serie di appunti per un’Orestiade», ha detto De Peretti -, da cui è nato anche un documentario di interviste e storie personali, Lutte jeunesse. In Una vita violenta c’è la storia di Stéphane, studente di Bastia che passa dalla rabbia all’impegno, e poi al carcere e infine alla clandestinità, diventando un soldato obbediente e a un certo punto anche braccato, protagonista e spettatore di una vicenda che non tutti i militanti comprendono ma che ciascuno accetta per fede nella causa. Le immagini riprendono spesso in campo lungo o medio, con pochissimi stacchi di montaggio, le discussioni e le azioni dei protagonisti, compreso l’iniziale omicidio di Christophe, il miglior amico di Stéphane, da cui s’innesca il flashback del racconto. De Peretti filma in modo oggettivo, partecipe ma distante, restituendo la complessità della situazione corsa e soprattutto il rimosso di una stagione sanguinosa e oggi dimenticata. Il film è una forma di risarcimento: sentito, irato, sconfortato.

I 400 colpi

MG
7
RM
7
RMO
7
GAN
7
GS
7
media
7.0
Una vita violenta (2017)
Titolo originale: Une vie violente
Regia: Thierry de Peretti
Genere: Drammatico - Produzione: Francia - Durata: 107'
Cast: Jean Michelangeli, Henri-Noël Tabary, Cédric Appietto, Marie-Pierre Nouveau, Délia Sepulcre-Nativi, Dominique Colombani, Paul Garatte, Jean-Étienne Brat, Anaïs Lechiara, Paul Rognoni
Sceneggiatura: Thierry de Peretti, Guillaume Bréaud

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Roberto Manassero

Roberto Manassero lavora come selezionatore al Torino Film Festival, è capo-redattore del sito www.cineforum.it e collaboratore delle riviste Film Tv e Doppiozero. Ha scritto un libro su P.T. Anderson, uno su Hitchcock e uno sul melodramma hollywoodiano. Tra i curatori del programma del Circolo dei lettori di Novara, tiene lezioni di cinema in scuole, musei e associazioni cultura.

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