Cities of Last Things di Wi Ding Ho - la recensione di FilmTv

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Emanuele Sacchi dice che Gimme Danger è il film da salvare oggi in TV.
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Le catene della colpa di Jacques Tourneur è in streaming su RaiPlay

Tra i film in concorso alla Berlinale 70 c'è Le sel des larmes di Philippe Garrel, autore che amiamo molto e di cui spesso abbiamo parlato sulla rivista, come in questo lungo "racconto" di Rinaldo Censi.

Puntualizzazioni di Giona A. Nazzaro a proposito delle critiche rivolte al film Hammamet di Gianni Amelio.

A breve arriverà la terza stagione, quindi Sky Atlantic fa ripartire in replica la prima il 2 marzo. E noi ve ne riproponiamo la recensione.

Arriva in sala il film La Gomera , film del regista rumeno Corneliu Porumboiu. Su Film Tv n° 08 lo intervistiamo, qui riproponiamo la recensione di un suo film ancora inedito, segnalato nella rubrica Scanners.

La citazione

«Quando la leggenda diventa realtà, si stampi la leggenda (John Ford)»

scelta da
Emanuela Martini

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Recensione pubblicata su FilmTv 32/2019

Cities of Last Things


Regia di Wi Ding Ho

Taipei, 2056. In un futuro distopico, in cui il governo invita alla positività ma produce solo tristezza, Zhang Dong-ling, ex poliziotto, uccide su commissione. Il suo dolore ha origini antiche. Arriva su Netflix forte di alcuni premi vinti in festival internazionali - come quello nella sezione Platform del festival di Toronto o nella rassegna di sci-fi milanese Oltre lo specchio - il noir-mélo di Ho Wi Ding (Pinoy Sunday). E impiega pochi minuti, aiutato dalla fotografia di Jean-Louis Vialard, per far comprendere il taglio autoriale che lo contraddistingue e le sue influenze, nobili quanto evidenti: Hou Hsiao-hsien e Wong Kar-wai rivivono prepotentemente, tra luci al neon ed esistenzialismi silenziosi. Ma non sono né la struttura narrativa a ritroso né tantomeno i goffi inserti di sci-fi distopico della prima parte a entusiasmare nel quinto lavoro del malesiano Ho Wi Ding, nonostante l’interpretazione al solito magnetica di Jack Kao (già attore per Hou Hsiao-hsien). È lo svelarsi della trama e, con lei, dell’origine del malessere esistenziale che accompagna il protagonista a far emergere l’idea di cinema di Ho. Cities of Last Things è dominato dall’urgenza di approfondire la storia di un uomo per comprendere attraverso di lui le mille solitudini che affliggono la comunità umana, come una nuova e invisibile pestilenza. Il linguaggio scelto per raccontarlo - cinefilo, passionale e appassionato - strizza l’occhio a chi ha amato la new wave di Hong Kong e Taiwan, ma parla a chi ama il cinema in generale, in tutte le sue forme. Il finale, lacerante, è tra i migliori visti di recente.

I 400 colpi

MC
5
FDM
7
ES
8
RS
6
media
6.5
Cities of Last Things (2018)
Titolo originale: Cities of Last Things
Regia: Wi Ding Ho
Genere: Fantascienza/Noir - Produzione: Cina/Francia/Usa - Durata: 106'
Cast: Jack Kao, Huang Lu, Lee Hong-Chi, Yin Ivy, Linda Liu Jui-Chi, Ding Ning, Tuan Chun-hao, Shih Chin-Hang, Hsia Ching-Ting
Sceneggiatura: Ho Wi Ding

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Cities of Last Things» streaming (n° 31/2019)

Emanuele Sacchi

Nato nella città delle due discoteche e 106 farmacie, presto smarrito nei meandri del rock e del cinematografo. È ingegnere informatico, benché si finga pensatore umanista. Giornalista pubblicista, critico cinematografico e musicale, collabora con FilmTv, MYmovies.itRumore, Filmidee, Asiaexpress ed è direttore della testata web Hong Kong Express (www.hkx.it). È autore di 50x35mm - Soundtrack Rumorose (Homework, 2016), con Stefano Locati di Il nuovo cinema di Hong Kong - Voci e sguardi oltre l'handover (Bietti, 2014) e con Francesca Monti di Richard Linklater - La deriva del sogno americano (Bietti, 2017). Film: Apocalypse Now (ma non Redux). Album: Forever Changes dei Love (anche per il titolo).

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