Diamantino - Il calciatore più forte del mondo di Gabriel Abrantes, Daniel Schmidt - la recensione di FilmTv

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Tra i film in concorso alla Berlinale 70 c'è Le sel des larmes di Philippe Garrel, autore che amiamo molto e di cui spesso abbiamo parlato sulla rivista, come in questo lungo "racconto" di Rinaldo Censi.

Puntualizzazioni di Giona A. Nazzaro a proposito delle critiche rivolte al film Hammamet di Gianni Amelio.

A breve arriverà la terza stagione, quindi Sky Atlantic fa ripartire in replica la prima il 2 marzo. E noi ve ne riproponiamo la recensione.

Arriva in sala il film La Gomera , film del regista rumeno Corneliu Porumboiu. Su Film Tv n° 08 lo intervistiamo, qui riproponiamo la recensione di un suo film ancora inedito, segnalato nella rubrica Scanners.

La citazione

«You Cannot Be Serious! (John McEnroe)»

scelta da
Rinaldo Censi

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Recensione pubblicata su FilmTv 33/2019

Diamantino - Il calciatore più forte del mondo


Regia di Gabriel Abrantes, Daniel Schmidt

C’è un Ronaldo ritardato, uno che a stento raggiunge il 10% delle capacità mentali di un uomo medio ma possiede il cuore innocente di un bimbo. C’è un errore dal dischetto, nella finale dei mondiali, perché gli immaginari pechinesi giganti che ispirano l’eroe sul campo vengono d’improvviso sostituiti dalle immagini di una migrante che piange. Ci sono due sorelle d’una crudeltà oltre la soglia di quelle di Cenerentola, e c’è un’agente segreto, nera e gay, che si finge bimbo rifugiato per farsi adottare dal protagonista e indagare su una frode fiscale. E c’è una ministra che vuole clonare Diamantino per esaltare il calcio come oppio dei popoli e portare il Portogallo fuori dall’Europa. E tanto, tantissimo altro. Abrantes e Schmidt, due tra i nomi di una certa tendenza del corto da festival, quella del surrealismo amabilmente cialtrone e inesorabilmente post-tutto, esordiscono nel lungo con un pasticciaccio che fa caricatura della liquidità dell’immaginario di oggi, e si gode, nel bene, e nel male, il suo senso per l’informe: scioglie i toni da favola nella satira politica, mixa i generi (come una versione queer dei film di F.J. Ossang), passa dall’estetica smaccatamente low fi della rete al ricorso invisibile a una CGI sofisticata, e dà forma, soprattutto, alle regressioni principali, solo apparentemente opposte, del presente: la pucciosità e il bambinismo, l’odio e il cinismo, la dittatura delle emozioni e l’assenza di empatia. Fumi rosa e cuori neri, animaletti e fascismo, da cui se ne esce con l’Amore, trans e a un passo dall’incesto, oltre ogni tabù. Una cazzatona? Quasi: un prelievo (distorto ma non troppo) del nostro immaginario.

I 400 colpi

PMB
5
IF
4
RM
4
EM
4
GAN
6
LP
7
GS
7
media
5.3
Diamantino - Il calciatore più forte del mondo (2018)
Titolo originale: Diamantino
Regia: Gabriel Abrantes, Daniel Schmidt
Genere: Grottesco - Produzione: Portogallo/Francia/Brasile - Durata: 96'
Cast: Carloto Cotta, Cleo Tavares, Anabela Moreira, Margarida Moreira
Sceneggiatura: Gabriel Abrantes, Daniel Schmidt

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Giulio Sangiorgio

Nasce su quel ramo del lago di Como e, quando non guarda, scrive. Gli piace il cinema comico - Buster Keaton, Jerry Lewis, Charlie Bowers, Pierre Etaix - quindi non può che diffidare della facile ironia. Pretende che i film sfidino le convinzioni del suo sguardo, per questo preferisce, sempre, ciò che eccede. Lo guida Chris Marker, piange Alain Resnais e, ingenuamente, crede che non esista correlazione tra l'r moscia e la voglia costante di cinema francese. Dirige Film Tv, sceglie film per Filmmaker. Non è in grado di stendere un suo profilo, ma sa che l'anagramma del suo nome è Luigio Nasogrigio. «E di me dico "egli"; – uno che non mi riguarda». Solo per ora, però.

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