Diamantino - Il calciatore più forte del mondo di Gabriel Abrantes, Daniel Schmidt - la recensione di FilmTv

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Esattamente un anno fa esordiva su Netflix l'attesa serie creata da Matt Groening. A breve sarà disponibile la seconda stagione. Possibile competere con I Simpson e Futurama ? Dobbiamo proprio farlo?

Nel 2011, in occasione dell’uscita in sala del film di Jean-Jacques Annaud Il principe del deserto , con Antonio Banderas e Tahar Rahim, avevamo voluto ripercorrere la storia del Sahara al cinema. Vi riproponiamo oggi questo percorso.

La citazione

«sarà mica la maniera di lavorare… non si lavora così dai… ogni lavoro anche il più banale necessita di un minimo di regia»

scelta da
Andrea Bellavita

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Recensione pubblicata su FilmTv 33/2019

Diamantino - Il calciatore più forte del mondo


Regia di Gabriel Abrantes, Daniel Schmidt

C’è un Ronaldo ritardato, uno che a stento raggiunge il 10% delle capacità mentali di un uomo medio ma possiede il cuore innocente di un bimbo. C’è un errore dal dischetto, nella finale dei mondiali, perché gli immaginari pechinesi giganti che ispirano l’eroe sul campo vengono d’improvviso sostituiti dalle immagini di una migrante che piange. Ci sono due sorelle d’una crudeltà oltre la soglia di quelle di Cenerentola, e c’è un’agente segreto, nera e gay, che si finge bimbo rifugiato per farsi adottare dal protagonista e indagare su una frode fiscale. E c’è una ministra che vuole clonare Diamantino per esaltare il calcio come oppio dei popoli e portare il Portogallo fuori dall’Europa. E tanto, tantissimo altro. Abrantes e Schmidt, due tra i nomi di una certa tendenza del corto da festival, quella del surrealismo amabilmente cialtrone e inesorabilmente post-tutto, esordiscono nel lungo con un pasticciaccio che fa caricatura della liquidità dell’immaginario di oggi, e si gode, nel bene, e nel male, il suo senso per l’informe: scioglie i toni da favola nella satira politica, mixa i generi (come una versione queer dei film di F.J. Ossang), passa dall’estetica smaccatamente low fi della rete al ricorso invisibile a una CGI sofisticata, e dà forma, soprattutto, alle regressioni principali, solo apparentemente opposte, del presente: la pucciosità e il bambinismo, l’odio e il cinismo, la dittatura delle emozioni e l’assenza di empatia. Fumi rosa e cuori neri, animaletti e fascismo, da cui se ne esce con l’Amore, trans e a un passo dall’incesto, oltre ogni tabù. Una cazzatona? Quasi: un prelievo (distorto ma non troppo) del nostro immaginario.

I 400 colpi

PMB
5
IF
4
RM
4
EM
4
GAN
6
LP
7
GS
7
media
5.3
Diamantino - Il calciatore più forte del mondo (2018)
Titolo originale: Diamantino
Regia: Gabriel Abrantes, Daniel Schmidt
Genere: Grottesco - Produzione: Portogallo/Francia/Brasile - Durata: 96'
Cast: Carloto Cotta, Cleo Tavares, Anabela Moreira, Margarida Moreira
Sceneggiatura: Gabriel Abrantes, Daniel Schmidt

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Giulio Sangiorgio

Nasce su quel ramo del lago di Como e, quando non guarda, scrive. Gli piace il cinema comico - Buster Keaton, Jerry Lewis, Charlie Bowers, Pierre Etaix - quindi non può che diffidare della facile ironia. Pretende che i film sfidino le convinzioni del suo sguardo, per questo preferisce, sempre, ciò che eccede. Lo guida Chris Marker, piange Alain Resnais e, ingenuamente, crede che non esista correlazione tra l'r moscia e la voglia costante di cinema francese. Dirige Film Tv, sceglie film per Filmmaker. Non è in grado di stendere un suo profilo, ma sa che l'anagramma del suo nome è Luigio Nasogrigio. «E di me dico "egli"; – uno che non mi riguarda». Solo per ora, però.

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