5 è il numero perfetto di Igor Tuveri - la recensione di FilmTv

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La citazione

«Il cinema è come un uomo a cavallo che arriva in una cittadina del West, e noi non sappiamo niente di lui. (Jean-Claude Carrière)»

scelta da
Marianna Cappi

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Recensione pubblicata su FilmTv 36/2019

5 è il numero perfetto


Regia di Igor Tuveri

“Noir” scritto al contrario è “rion”. 5 è il numero perfetto è ambientato nel rione Sanità, tra i palazzi barocchi utilizzati anche da Martone per Il sindaco del rione Sanità. Infatti è un anti-noir: parte dai polar con Lino Ventura, dove c’è sempre uno meno criminale tra i malavitosi, e il centro è maschile. E arriva alla Smorfia, che al numero 5, “la mano destra”, assegna funzioni virili e giustiziere, alludendo a terrorismi anni 70. Il noir hollywoodiano degli esuli antinazisti, cancellato dal maccartismo per la sua centralità femminile, sprofondava invece in ambiguità morali che oggi scandalizzerebbero gli eroi Marvel. Nonostante il montaggio delicato, le atmosfere dark si tagliano col coltello. Le Smith & Wesson accumulano morti come se Woo e Kitano si sfidassero a Shinjuku. Le luci di Brüel duellano coi suoni del trio D-Ross & Startuffo e col naso grottesco del protagonista, accarezzato da ombre compiaciute della propria degradazione. Un noir capovolto, quello di Igort, maestro del fumetto sperimentale, musicista anche con Sakamoto, molti anni in Giappone, oggi direttore di “Linus”, dopo avere segnato la storia della grafica e dell’immagine politica “ferma”. Rispetto al graphic novel la figura di Peppino Lo Cicero, sicario camorrista che si vendica alla Leone dei boss infami nella Napoli anni 70, grazie al corpo di Servillo guadagna in tavolozza cromatica, ma perde in dinamismo, come Golino e Buccirosso. La Smorfia impone infatti di soffermarsi troppo sulle immagini, onde non perdere il minimo dettaglio. E gli attori si fermano come statue, quasi come fossero in V per vendetta.

I 400 colpi

PA
6
MC
6
SE
5
IF
5
AF
8
MG
5
RM
5
FM
5
RMO
5
GAN
7
RS
7
media
5.8
5 è il numero perfetto (2019)
Titolo originale: -
Regia: Igor Tuveri
Genere: Noir - Produzione: Italia/Belgio/Francia - Durata: 100'
Cast: Toni Servillo, Valeria Golino, Carlo Buccirosso, Iaia Forte, Giovanni Ludeno, Lorenzo Lancellotti, Vincenzo Nemolato
Sceneggiatura: Igor Tuveri, Igor Tuveri

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Roberto Silvestri

Al cinema sono transgender (da Lloyd Kaufman a Straub-Huillet passando per Claudia Weil e Jerry Lewis). Primo film visto Scaramouche, primo film perso I cavalieri della tavola rotonda. Tessera Filmstudio dal 1968. Cofondatore del Politecnico cinema nel 1974.  Critico del manifesto dal 1977 al 2012. Nato a Lecce. Studi con Garroni, Brandi, Abruzzese. Registi preferiti Bunuel e Rocha (sia Paulo che Glauber), Aldrich e Siegel. De Antonio e Grifi. Diop Mambety e Ghatak. Dorothy Arzner e Stephanie Rothman (nata a Paterson come Lou Costello), Fassbinder e Aki Kaurismaki, Russ Meyer e… Rivista di cinema preferita Velvet Light Trap/Camera Obscura. E oggi Trafic. Consigli ai giovani appassionati di cinema? Partire dai formalisti russi.

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