Il Varco di Federico Ferrone, Michele Manzolini - la recensione di FilmTv

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La citazione

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Recensione pubblicata su FilmTv 41/2019

Il Varco


Regia di Federico Ferrone, Michele Manzolini

Il varco è la fessura che si apre nello spazio per farci viaggiare nel tempo, volando su preziosi materiali di repertorio: primo Novecento, 1941, il 1960 e oggi, in Ucraina. È come l’autopsia di Italiani brava gente, titolo equivoco imposto dalla censura. Il regista di quel capolavoro sull’invasione nazifascista dell’Urss, Giuseppe De Santis, voleva intitolarlo, dalla battuta sarcastica di un prigioniero ucraino, «Italiano, brava gente». Non siamo noi a gloriarci di una presunta maggiore umanità rispetto ad altri popoli più aggressivi e coloniali: sono gli altri che ci sfottono così. Un “documentario di finzione” o un “film di finzione molto documentata”, a Venezia 2019 nella sezione Sconfini, Il varco di Ferrone e Manzolini rimette a posto le cose e inventa con Wu Ming 2 un altro cinema, utilizzando diari, il materiale Istituto Luce e amatoriale a passo ridotto di non accademica bellezza. Mockumentary? Sì, ma l’inganno fertile non è nel tragico racconto, ma nel personaggio che racconta, immaginario eppure più vero del vero. Grazie ai suoi occhi e al suo cuore “sintetico”, ecco la versione in prosa del “poema” di De Santis, dall’entusiasmo primaverile iniziale ai treni bloccati dal nemico, dalla marcia a piedi dell’esercito alle esecuzioni di partigiani alle prime scaramucce, dalla neve e dal ghiaccio invernale che trasforma l’Ucraina, visto che gli scarponi in dotazione sono disastrati, in un incubo, alla decimazione dei nostri soldati, alla rotta, alla fuga disperata. Il protagonista, nato da madre russa, tra i pochi a potersi sentire “pesce nell’acqua” perfino in quella situazione, decide, come Pisu, di disertare.

I 400 colpi

PA
6
SE
5
MG
7
RM
5
MM
7
RMO
7
GAN
5
ES
6
RS
7
media
6.1
Il Varco (2019)
Titolo originale: -
Regia: Federico Ferrone, Michele Manzolini
Genere: Docufiction - Produzione: Italia - Durata: 70'

Sceneggiatura: Federico Ferrone, Michele Manzolini, Wu Ming 2
Musiche: Simonluca Laitempergher
Fotografia: Andrea Vaccari

Pallini di FilmTv

Humour
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Erotismo

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Roberto Silvestri

Al cinema sono transgender (da Lloyd Kaufman a Straub-Huillet passando per Claudia Weil e Jerry Lewis). Primo film visto Scaramouche, primo film perso I cavalieri della tavola rotonda. Tessera Filmstudio dal 1968. Cofondatore del Politecnico cinema nel 1974.  Critico del manifesto dal 1977 al 2012. Nato a Lecce. Studi con Garroni, Brandi, Abruzzese. Registi preferiti Bunuel e Rocha (sia Paulo che Glauber), Aldrich e Siegel. De Antonio e Grifi. Diop Mambety e Ghatak. Dorothy Arzner e Stephanie Rothman (nata a Paterson come Lou Costello), Fassbinder e Aki Kaurismaki, Russ Meyer e… Rivista di cinema preferita Velvet Light Trap/Camera Obscura. E oggi Trafic. Consigli ai giovani appassionati di cinema? Partire dai formalisti russi.

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