Se mi vuoi bene di Fausto Brizzi - la recensione di FilmTv

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La citazione

«Un colpo solo (Michael Cimino - Il cacciatore)»

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Recensione pubblicata su FilmTv 42/2019

Se mi vuoi bene


Regia di Fausto Brizzi

Di tutti i rappresentanti della nostra commedia di oggi, Brizzi è da sempre il meno fedele alla tradizione, curioso nello spigolare fuori dal perimetro di famiglia, verso una commedia e un comico, anche farsesco, poco italiano (americano, ma non solo), vagheggiato fin dalle botteghe Filmauro dei film di Natale. Le complesse e drammatiche vicende personali degli ultimi anni hanno accresciuto in lui la passione per il lieto fine (che alla commedia all’italiana di solito manca), come dimostra il precedente Modalità aereo, piccolo film alla Landis, spuntato di ogni unghiata satirica. Se mi vuoi bene (dall’omonimo romanzo del regista), fin dal titolo, si tuffa senza pudore nel feel good movie, in quel cinema che ti vuole stringere forte il cuore, lungo i saliscendi della risata e della commozione. Diego (Bisio), avvocato depresso con prospettive di suicidio, trova una ragione di vita nel fare da angelo custode a familiari e amici (tante figurine, qualcuna godibile, altre meno, persino un redivivo Memo Remigi), con la complicità di Massimiliano, eccentrico e saggio “commerciante di chiacchiere” (Rubini), in una Torino un po’ Greenwich Village. Lontano l’afflato civile di Ma cosa ci dice il cervello (prossimo nel plot), esplode una dimensione sentimentale esasperata, dove filtrano le solite passioni di Brizzi (il negozio di Massimiliano ne è un concentrato, tra flipper e calcio balilla) ed è impossibile non intravedere un’intenzione autobiografica (soprattutto nel rapporto col femminile). Però, per fare film così, ci vuole un fisico bestiale, come direbbe Luca Carboni, presente in un cameo, come da vademecum del perfetto film brizziano.

I 400 colpi

RMO
5
Se mi vuoi bene (2019)
Titolo originale: -
Regia: Fausto Brizzi
Genere: Commedia - Produzione: Italia - Durata: 100'
Cast: Claudio Bisio, Sergio Rubini, Flavio Insinna, Lucia Ocone, Nancy Brilli, Gianmarco Tognazzi, Dino Abbrescia, Memo Remigi, Valeria Fabrizi, Elena Santarelli, Cochi Ponzoni
Sceneggiatura: Fausto Brizzi, Marco Martani

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Rocco Moccagatta

Studiava giurisprudenza, ma andava più spesso al cinema di quanto avrebbe dovuto. D'altronde il padre l'ha portato per anni al cinema ogni sabato. Di cosa potrebbe dunque lamentarsi? Dopo l'università, fa la cosa giusta e comincia a occuparsi davvero di film, persino professionalmente. Oggi lo insegna pure, il cinema, in IULM e in altre università del regno, soprattutto il cinema classico e il cinema dei generi popolari, la sua passione da sempre. Per campare guarda anche molta televisione, visto che lavora come scenarista e analista dei media presso la factory di media research Neopsis (non si pronuncia Neopsais, eh...). Ha scritto e scrive da tante parti, da Duel/Duellanti a Marla, da Ottoemezzo a L'officiel Homme. Nel tempo, ha scoperto che gli piace molto il cinema italiano di ieri e di oggi e che si può non vergognarsene. Il riconoscimento più prezioso è stato essere ribattezzato "Giancarlo Cianfrusaglie" da Maccio Capatonda.

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