L'uomo senza gravità di Marco Bonfanti - la recensione di FilmTv

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Recensione pubblicata su FilmTv 43/2019

L'uomo senza gravità


Regia di Marco Bonfanti

Da L’ultimo pastore a L’uomo senza gravità ne ha fatta di strada il non ancora quarantenne Marco Bonfanti. Da un piccolo documentario su un sopravvissuto nella modernità a un film che è un tripudio di effetti digitali, in cui entrano in gioco anche Netflix e Fandango, con una produzione abilissima a intercettare fondi dal Belgio alla Lombardia, dal Lazio (MiBAC compreso) al Sud Tirolo. Quasi un miracolo. Con un cast che deve essere il sogno di un giovane regista, e tutte le facce ormai immancabili in un film italiano d’autore, giovani (Silvia D’Amico) e meno giovani (Elena Cotta). Ci sono anche elementi di modernariato e poetica della nostalgia, con Sabrina Salerno in colonna sonora e Raffaella Carrà in televisione. Davvero bravo, Bonfanti. E l’operazione di girare tre o quattro film in uno? La prima mezz’ora è un tenero film per bambini, con Michela Cescon che sembra un po’ Laura Betti in Teorema, e una ruspante location lombarda (Calvenzano). Poi c’è una parentesi tra le nevi, con rudi montanari che brindano «alla figa». Segue il segmento europeo, con il protagonista che finalmente mostra in pubblico la sua capacità di levitare, e diventa un fenomeno da baraccone nel circo mediatico. A finire, l’ultimo atto nell’alberghetto delle prostitute multietniche, con colpo di scena e mélo a lieto fine. L’operazione è quasi dadaista. Impavidamente autoriale? Si immagina però un pubblico che annaspa. Viene in mente, chissà perché, un altro film con Elio Germano, il sottovalutato Alaska di Cupellini. Che però era un’altra cosa, in tutti i sensi.

I 400 colpi

PA
5
IF
5
MG
5
FM
6
RMO
6
GS
5
media
5.3
L'uomo senza gravità (2019)
Titolo originale: -
Regia: Marco Bonfanti
Genere: Commedia/Fantasy - Produzione: Italia/Belgio/Francia - Durata: 107'
Cast: Elio Germano, Michela Cescon, Elena Cotta, Silvia D'Amico, Vincent Scarito, Pietro Pescara, Jennifer Brokshi, Andrea Pennacchi, Cristina Donadio, Dieter-Michael Grohmann
Sceneggiatura: Marco Bonfanti, Giulio Carrieri

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Alberto Pezzotta

Alberto Pezzotta si è occupato di cinema italiano (Ridere civilmente. Il cinema di Luigi Zampa; Il western italiano; Regia Damiano Damiani; Mario Bava; la curatela, con Stefania Parigi, di Il lungo respiro di Brunello Rondi), di storia della critica (La critica cinematografica; la curatela, con Anna Gilardelli, di Alberto Moravia, Cinema italiano. Recensioni e interventi 1933-1990), di cinema orientale (Tutto il cinema di Hong Kong). Ha collaborato alla Storia del cinema mondiale di Gian Piero Brunetta e alla Storia del cinema italiano del CSC, oltre che a riviste come “Bianco e Nero”, "Imago", “8 1/2”. Scrive di cinema e musica su "Blow Up". Ha tradotto libri, tra gli altri, di Chinua Achebe, Eric Bogosian, Harry Crews, James Dickey, Barry Gifford, Jim Harrison, Hanif Kureishi, Lorrie Moore, Joyce Carol Oates, Hugues Pagan, Derek Raymond, Colm Tóibín.
Twitter: @APezzotta.

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