Dolemite Is My Name di Craig Brewer - la recensione di FilmTv

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La citazione

«E questo è quanto (Casinò - Martin Scorsese)»

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Recensione pubblicata su FilmTv 45/2019

Dolemite Is My Name


Regia di Craig Brewer

1971: Sweet Sweetback’s Baadasssss Song di Melvin Van Peebles inaugura la blaxploitation. La didascalia in chiusura - «Attenzione! Un baadasssss nigger sta venendo a riscuotere il dovuto» - è anche l’ideale frase di lancio per la svolta che il fallimentare stand-up comedian e cantante Rudy Ray Moore imprime in quel periodo alla sua vita, grazie all’idea insospettabilmente geniale di convertire le storielle folcloriche e villane dei senzatetto, protagonista il fantomatico Dolemite, in un rap ante litteram (ne è considerato il padrino): giochi verbali scostumati che mandano in visibilio la comunità black e, su LP autoprodotto, conquistano “Billboard”. Vicenda troppo bella per non contenere anche un po’ di cinema, e infatti Moore non s’accontenta della gloria: desidera la consacrazione del proiettore, così mette insieme una troupe di fortuna per un low budget demenziale (à la The Disaster Artist) che debutta nel 1975, l’anno in cui Richard Pryor porta sul palco il personaggio di Mudbone, e diverrà un classico blaxploitation, spavalda realizzazione di un sogno afroamericano comunitario e celebrativo, che aggiunge un posto alla tavola dell’entertainment dominante. Il biopic, encomiastico quanto canonico, s’interessa soprattutto a un doppio omaggio, quello del redivivo Eddie Murphy a un modello indispensabile, e quello di Murphy a Murphy stesso: facendo combaciare la vis sgangherata di Rudy con la propria, l’attore si passa da sé il testimone (di leggenda). D’altronde, come dichiarava al “The New Yorker”, la missione del film era anche quella di «ricordare a tutti perché vi sono sempre piaciuto».

I 400 colpi

FDM
6
Dolemite Is My Name (2019)
Titolo originale: Dolemite Is My Name
Regia: Craig Brewer
Genere: Biografico - Produzione: Usa - Durata: 117'
Cast: Eddie Murphy, Tituss Burgess, Wesley Snipes, Keegan-Michael Key, Mike Epps
Sceneggiatura: Scott Alexander, Larry Karaszewski

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