Terminator: Destino oscuro di Tim Miller - la recensione di FilmTv

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La citazione

«Non è più possibile parlare d'arte escludendo la scienza e la tecnologia. Non è più possibile analizzare i fenomeni fisici escludendo le realtà metafisiche. (Gene Youngblood)»

scelta da
Simone Arcagni

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Recensione pubblicata su FilmTv 45/2019

Terminator: Destino oscuro


Regia di Tim Miller

«C’era una volta il futuro». Rieccolo, il tempo liquido e anarchico che mette al passato il domani, da sempre al centro della saga di Terminator, tornata nelle mani del demiurgo James Cameron con un sesto capitolo da lui stesso venduto come il terzo ufficiale, dopo il suo Terminator 2 - Il giorno del giudizio. Si riparte da un epilogo che non c’è stato allora, reso possibile dal de-aging: John Connor “terminato” da un T-800 con le fattezze di Schwarzenegger di 30 anni fa. Il futuro è cambiato, ma è sempre lo stesso: non c’è più Skynet, ma c’è Legion, e, dopo i Terminator declinati in ogni salsa, c’è un Rev-9, solido e liquido, tallonato da un’amazzone post-umana. Forse non c’era neppure bisogno dell’olocausto nucleare: le macchine ormai sostituiscono gli uomini nel quotidiano. Tutto nuovo, tutto familiare: la battaglia per il futuro si combatte a Città del Messico e il confine uomo-macchina non può che essere il confine segnato tra Usa e Messico. Cameron (con regista il Tim Miller di Deadpool) celebra l’eterno ritorno dei suoi personaggi in una rete di echi e strizzate d’occhio, tra presse, inseguimenti in autotreno, occhi robotici che fanno capolino sotto la pelle e «Tornerò». E paga pegno al presente: non più John Connor, ma Dani Ramos, una messia al posto di un messia (#MeToo?) e Sarah Connor/Linda Hamilton anziana e militarizzata a capo di una posse femminile come Jamie Lee Curtis nell’ultimo Halloween (con il T-800 padre di famiglia e casalingo). Non riesce più, però, ora che c’è un blockbuster a settimana, a incidere sull’immaginario contemporaneo con la radicalità viscerale e sorprendente dei primi due film.

I 400 colpi

PA
6
PMB
4
SE
5
AF
5
MG
4
FM
5
RMO
6
media
5.0
Terminator: Destino oscuro (2019)
Titolo originale: Terminator: Dark Fate
Regia: Tim Miller
Genere: Fantascienza - Produzione: Usa/Cina - Durata: 128'
Cast: Linda Hamilton, Arnold Schwarzenegger, Mackenzie Davis, Natalia Reyes, Diego Boneta, Ferran Fernández, Tristán Ulloa, Tomy Alvarez, Tom Hopper, Enrique Arce
Sceneggiatura: David S. Goyer, Justin Rhodes, Billy Ray

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Rocco Moccagatta

Studiava giurisprudenza, ma andava più spesso al cinema di quanto avrebbe dovuto. D'altronde il padre l'ha portato per anni al cinema ogni sabato. Di cosa potrebbe dunque lamentarsi? Dopo l'università, fa la cosa giusta e comincia a occuparsi davvero di film, persino professionalmente. Oggi lo insegna pure, il cinema, in IULM e in altre università del regno, soprattutto il cinema classico e il cinema dei generi popolari, la sua passione da sempre. Per campare guarda anche molta televisione, visto che lavora come scenarista e analista dei media presso la factory di media research Neopsis (non si pronuncia Neopsais, eh...). Ha scritto e scrive da tante parti, da Duel/Duellanti a Marla, da Ottoemezzo a L'officiel Homme. Nel tempo, ha scoperto che gli piace molto il cinema italiano di ieri e di oggi e che si può non vergognarsene. Il riconoscimento più prezioso è stato essere ribattezzato "Giancarlo Cianfrusaglie" da Maccio Capatonda.

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