Aspromonte - La terra degli ultimi di Mimmo Calopresti - la recensione di FilmTv

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La citazione

«Se una rana avesse le ali non sbatterebbe tante volte il culo per terra (John McCabe)»

scelta da
Emanuela Martini

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Recensione pubblicata su FilmTv 48/2019

Aspromonte - La terra degli ultimi


Regia di Mimmo Calopresti

1951, gli ultimi giorni di Africo, paese d’Aspromonte senza luce né acqua, ricordato con dolore e nostalgia pasoliniana da Mimmo Calopresti. Africo vecchia, perché Africo nuova ora è capitale di una ‘ndrangheta (Anime nere di Munzi) global, non più stalinista. Alluvione e emigrazione avrebbero spazzato via quasi tutto, fisarmoniche, cori, balletti. Non i latifondisti. Nel frattempo s’era arrampicata lassù la maestrina comasca Giulia (Valeria Bruni Tedeschi), inguaribilmente trasognata, per riaprire la scuola con l’aiuto di Ciccio, il griot Marcello Fonte (quasi un Ninetto Davoli). Contadini e pastori, affamati e a piedi nudi, guidati da Peppe (Francesco Colella, alto, bello, biondo e calabrese), scendono a valle e pretendono dal perfido prefetto un medico: «Le nostre donne muoiono di parto!». Non arriverà mai. Straccioni, sovversivi e sognatori, costruiscono da soli la strada verso la Marina e la speranza. Dalle mulattiere sbucano i reporter a far colore folk. Don Totò, ‘ndranghetista a cavallo (Sergio Rubini che fa il Padrino) minaccia, ferisce, uccide e ruba mogli. Ma tutti lo rispettano. Infine i carabinieri, vogliosi di vendetta per fatti che il film nasconde, faranno i prepotenti, finché il prete non li calma (?). Se Tarantino stravolge la storia, perché Calopresti non può? Perché sulle rivolte contadine calabresi si tace. Le donne di Africo, «pantere assetate di sangue», nel 1945 avevano punito e umiliato proprio quei carabinieri. Ma chi se lo immagina vedendo sequenze di fango e oblio, dal libro Via dall’Aspromonte di Pietro Criaco, girate a Ferruzzano?

I 400 colpi

MC
6
MM
5
FM
3
RMO
6
RS
5
media
5.0
Aspromonte - La terra degli ultimi (2019)
Titolo originale: Aspromonte - La terra degli ultimi
Regia: Mimmo Calopresti
Genere: Drammatico/Storico - Produzione: Italia - Durata: 87'
Cast: Valeria Bruni Tedeschi, Marcello Fonte, Francesco Colella, Marco Leonardi, Sergio Rubini, Romina Mondello, Fabrizio Gifuni, Elisabetta Gregoraci, Francesco Siciliano, Carlo Gallo
Sceneggiatura: Mimmo Calopresti, Monica Zappelli

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Roberto Silvestri

Al cinema sono transgender (da Lloyd Kaufman a Straub-Huillet passando per Claudia Weil e Jerry Lewis). Primo film visto Scaramouche, primo film perso I cavalieri della tavola rotonda. Tessera Filmstudio dal 1968. Cofondatore del Politecnico cinema nel 1974.  Critico del manifesto dal 1977 al 2012. Nato a Lecce. Studi con Garroni, Brandi, Abruzzese. Registi preferiti Bunuel e Rocha (sia Paulo che Glauber), Aldrich e Siegel. De Antonio e Grifi. Diop Mambety e Ghatak. Dorothy Arzner e Stephanie Rothman (nata a Paterson come Lou Costello), Fassbinder e Aki Kaurismaki, Russ Meyer e… Rivista di cinema preferita Velvet Light Trap/Camera Obscura. E oggi Trafic. Consigli ai giovani appassionati di cinema? Partire dai formalisti russi.

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