Santa subito di Alessandro Piva - la recensione di FilmTv

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La citazione

«Solo chi lascia il labirinto può essere felice, ma solo chi è felice può uscirne (Michael Ende - Lo specchio nello specchio)»

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Recensione pubblicata su FilmTv 50/2019

Santa subito


Regia di Alessandro Piva

Il 15 marzo 1991, a Palo del Colle (Bari), la ventitreenne Santa Scorese viene assassinata sotto casa da un folle che la perseguita da anni, nonostante la ragazza abbia più volte denunciato le molestie subite. Lei è un’aspirante missionaria, cattolica impegnata nel sociale, sempre gioiosa; lui un ex seminarista che coltiva deliri sessual-religiosi. Il regista di LaCapaGira ricostruisce un fatto che ha lasciato tracce nella toponomastica e non si è ancora esaurito (è in corso un processo di beatificazione: il fattore chiave è il riconoscimento del martirio), con interviste a famigliari, testimoni, conoscenti. Sullo sfondo, uno sguardo attento a luoghi e gesti quotidiani, amorevolmente filmati. Un documentario tradizionale con qualche reperto televisivo d’epoca, e brevissime divagazioni eterodosse - apparizioni quasi subliminali di iconografie funebri e forse sataniche. Quando, a un certo punto, appare una statua della Madonna con le braccia aperte, la si associa a quella sconciata di L’esorcista. È un implicito che scorre nel fondo delle immagini, mentre nessuno, se non sbaglio, usa parole come “diavolo” e nemmeno “male”. Parole troppo grandi, forse, per preti troppo pacati, schiacciati da un evento smisurato per un Occidente laicizzato che ha rimosso la tragedia. Da denuncia esplicita dell’assenza dello Stato e dell’inadeguatezza della legislazione (solo nel 2017 viene approvata una legge contro lo stalking), il film di Piva, anche al di là delle sue intenzioni, diventa un atto di accusa dell’ingiustizia e dell’insensatezza divina o se, preferite, di un mondo senza Dio. 

Santa subito (2019)
Titolo originale: -
Regia: Alessandro Piva
Genere: Documentario - Produzione: Italia - Durata: 60'

Sceneggiatura: Alessandro Piva, Laura Grimaldi
Musiche: Mattia Vlad Morleo
Fotografia: Alessandro Piva, Michele Falleri

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Alberto Pezzotta

Alberto Pezzotta si è occupato di cinema italiano (Ridere civilmente. Il cinema di Luigi Zampa; Il western italiano; Regia Damiano Damiani; Mario Bava; la curatela, con Stefania Parigi, di Il lungo respiro di Brunello Rondi), di storia della critica (La critica cinematografica; la curatela, con Anna Gilardelli, di Alberto Moravia, Cinema italiano. Recensioni e interventi 1933-1990), di cinema orientale (Tutto il cinema di Hong Kong). Ha collaborato alla Storia del cinema mondiale di Gian Piero Brunetta e alla Storia del cinema italiano del CSC, oltre che a riviste come “Bianco e Nero”, "Imago", “8 1/2”. Scrive di cinema e musica su "Blow Up". Ha tradotto libri, tra gli altri, di Chinua Achebe, Eric Bogosian, Harry Crews, James Dickey, Barry Gifford, Jim Harrison, Hanif Kureishi, Lorrie Moore, Joyce Carol Oates, Hugues Pagan, Derek Raymond, Colm Tóibín.
Twitter: @APezzotta.

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