Dio è donna e si chiama Petrunya di Teona Strugar Mitevska - la recensione di FilmTv

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Simone Emiliani dice che Giovani si diventa è il film da salvare oggi in TV.
Su IRIS alle ore 17:05.

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Si sta trasformando il dibattito su un tema maledettamente serio come il razzismo nella solita farsa. Per una volta, però, non siamo solo noi italiani a sfidare il senso del ridicolo, visto che una catena di supermercati svizzera ha deciso di ritirare i mitici Moretti solo perché si chiamano così. Ai Moretti Tommaso Labranca dedicò un suo Collateral nel 2011, urgente e formidabile oggi più di ieri.

Su Film Tv n° 23 abbiamo dedicato un Serial Graffiti all'universo di True Detective . Qui vi riproponiamo la recensione della prima stagione.

L'esorcista di William Friedkin è in streaming su Prime Video

Una delle uscite (annullate) del mese è un film di un autore spesso segnalato nella nostra rubrica Scanners. Doppia pelle di Quentin Dupieux era programmato per il 19 marzo. Recuperiamone un altro, tra i suoi, mai arrivato in Italia.

La citazione

«We want our film to be beautiful, not realistic.»

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Recensione pubblicata su FilmTv 50/2019

Dio è donna e si chiama Petrunya


Regia di Teona Strugar Mitevska

Diceva il poeta che la vita è sventura. Vero, soprattutto se nasci nella parte sbagliata del mondo, in uno di quei paesi germogliati sulle macerie delle guerre jugoslave, e oggi hai 32 anni ma ne dimostri 42, come ti senti dire durante un colloquio a cui hai avuto accesso previa raccomandazione. In un momento storico in cui la realizzazione umana è fatta coincidere con quella professionale e non c’è colpa più grave della disoccupazione, il lavoro non si trova, perché per qualsiasi mansione è richiesta un’esperienza pregressa destinata a rimanere negata e tu, dalla tua, hai soltanto una laurea in Storia. Per ultimo, ma non ultimo, sei una donna e «sei anche brutta», così ti dice chi ti sta esaminando, sentendosi in dovere di chiudere il discorso aggiungendo: «Non ti scoperei mai». È questa l’esistenza di Petrunya, che la regista, Teona Strugar Mitevska, sceglie di raccontarci evitando, però, qualsiasi forma di querulo vittimismo, preferendo mostrarla come un’anomalia di sistema che attraverso un gesto, del tutto immotivato (tuffarsi in acqua, nel giorno dell’Epifania ortodossa, per recuperare, prima degli uomini, il crocefisso gettato nel fiume dal sacerdote al termine della processione), fa tremare le fondamenta di un ordine sociale ormai anacronistico, che si regge sulla superstizione della supremazia machista e paternalista. Petrunya è l’inconcepibile capace di aprire una via di fuga dall’inevitabile: scatena disordini, crea problemi, costringe a mettere in discussione l’idea che i giochi sono già fatti e che non avrebbe alcun senso cercare di migliorare le cose adesso.

I 400 colpi

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5
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8
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5
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9
media
6.5
Dio è donna e si chiama Petrunya (2019)
Titolo originale: Gospod postoi, imeto i' e Petrunija
Regia: Teona Strugar Mitevska
Genere: Grottesco - Produzione: Macedonia/Belgio/Francia/Croazia/Slovenia - Durata: 100'
Cast: Zorica Nusheva, Labina Mitevska, Stefan Vujisic, Suad Begovski, Simeon Moni Damevski, Violeta Sapkovska
Sceneggiatura: Teona Strugar Mitevska, Elma Tataragic

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Matteo Marelli

Nota biografica in forma di plagio (Io copio talmente tanto che neppure più me ne accorgo):
pensierino della sera:
«Il critico non fa il cinema, ci va. La sua grandezza – non il suo limite – è questa: teniamocela stretta»
buon proposito del mattino:
«Il critico se vuole uscire dalla marginalità deve inventarsi nuovi modi di scrivere, parlare, far passare il cinema, il pensiero che il cinema mette ancora in forma»

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