Dio è donna e si chiama Petrunya di Teona Strugar Mitevska - la recensione di FilmTv

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Recensione pubblicata su FilmTv 50/2019

Dio è donna e si chiama Petrunya


Regia di Teona Strugar Mitevska

Diceva il poeta che la vita è sventura. Vero, soprattutto se nasci nella parte sbagliata del mondo, in uno di quei paesi germogliati sulle macerie delle guerre jugoslave, e oggi hai 32 anni ma ne dimostri 42, come ti senti dire durante un colloquio a cui hai avuto accesso previa raccomandazione. In un momento storico in cui la realizzazione umana è fatta coincidere con quella professionale e non c’è colpa più grave della disoccupazione, il lavoro non si trova, perché per qualsiasi mansione è richiesta un’esperienza pregressa destinata a rimanere negata e tu, dalla tua, hai soltanto una laurea in Storia. Per ultimo, ma non ultimo, sei una donna e «sei anche brutta», così ti dice chi ti sta esaminando, sentendosi in dovere di chiudere il discorso aggiungendo: «Non ti scoperei mai». È questa l’esistenza di Petrunya, che la regista, Teona Strugar Mitevska, sceglie di raccontarci evitando, però, qualsiasi forma di querulo vittimismo, preferendo mostrarla come un’anomalia di sistema che attraverso un gesto, del tutto immotivato (tuffarsi in acqua, nel giorno dell’Epifania ortodossa, per recuperare, prima degli uomini, il crocefisso gettato nel fiume dal sacerdote al termine della processione), fa tremare le fondamenta di un ordine sociale ormai anacronistico, che si regge sulla superstizione della supremazia machista e paternalista. Petrunya è l’inconcepibile capace di aprire una via di fuga dall’inevitabile: scatena disordini, crea problemi, costringe a mettere in discussione l’idea che i giochi sono già fatti e che non avrebbe alcun senso cercare di migliorare le cose adesso.

I 400 colpi

PMB
5
MC
7
IF
6
RM
6
MM
7
EM
8
FM
5
RMO
7
EMO
7
GAN
7
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5
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6
RS
9
media
6.5
Dio è donna e si chiama Petrunya (2019)
Titolo originale: Gospod postoi, imeto i' e Petrunija
Regia: Teona Strugar Mitevska
Genere: Grottesco - Produzione: Macedonia/Belgio/Francia/Croazia/Slovenia - Durata: 100'
Cast: Zorica Nusheva, Labina Mitevska, Stefan Vujisic, Suad Begovski, Simeon Moni Damevski, Violeta Sapkovska
Sceneggiatura: Teona Strugar Mitevska, Elma Tataragic

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pensierino della sera:
«Il critico non fa il cinema, ci va. La sua grandezza – non il suo limite – è questa: teniamocela stretta»
buon proposito del mattino:
«Il critico se vuole uscire dalla marginalità deve inventarsi nuovi modi di scrivere, parlare, far passare il cinema, il pensiero che il cinema mette ancora in forma»

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