Odio l'estate di Massimo Venier - la recensione di FilmTv

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La citazione

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Fabrizio Tassi

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Recensione pubblicata su FilmTv 05/2020

Odio l'estate


Regia di Massimo Venier

Vent’anni... gorgheggia in colonna sonora Massimo Ranieri (pure guest star nei panni di se stesso) e vent’anni - o poco più - sono passati dal 1997 di Tre uomini e una gamba, epifania di Aldo Giovanni & Giacomo al cinema (sempre con Paolo Guerra e Medusa, e qui di nuovo con il “loro” regista Venier). E quando Aldo conclude che nella vita bisogna circondarsi dei migliori compagni possibili, si riferisce, certo, alla vacanza improvvisata al centro del film (tre famiglie agli antipodi costrette da un errore dell’agenzia immobiliare a convivere nella stessa casa in Puglia), ma vale anche come sigillo (o epitaffio?) di una carriera. La buona notizia è che Odio l’estate è piuttosto divertente, con battute efficaci e gag riusciti (quando non troppo ripetuti, come il non trovare le parole di Giovanni), lontano dal rictus raggelato di Fuga da Reuma Park, pur giocando molto la sua struttura a sketch su nostalgia e ritorno al passato. Poi, azzecca le controparti femminili del trio (Mascino-Natoli-Di Biase, quasi più interessanti di loro), apre timidamente alle storie dei figli adolescenti, lascia persino intravedere una voglia inedita di commedia all’italiana in certi personaggi di contorno (Citran ex amico arricchito e vendicativo, Placido maresciallo da strapaese). Da metà in poi, però, il film si rimangia tutto e trova ogni pretesto per isolare il trio, tra partite di calcio in spiaggia, soste per la pipì, qui pro quo in autostrada, pure con autocitazione (a fare goal di testa dalla sabbia non emerge più Aldo, ma il figlio di Giacomo). E, in coda, buttarla sulla malattia è un colpo basso, per di più a vuoto. Vent’anni sono passati per tutti. 

I 400 colpi

PA
7
MG
6
FM
7
RMO
6
media
6.5
Odio l'estate (2020)
Titolo originale: -
Regia: Massimo Venier
Genere: Commedia - Produzione: Italia - Durata: 110'
Cast: Aldo Baglio, Giovanni Storti, Giacomo Poretti, Lucia Mascino, Carlotta Natoli, Maria Di Biase, Massimo Ranieri, Michele Placido
Sceneggiatura: Massimo Venier, Davide Lantieri, Michele Pellegrini, Aldo Baglio, Giovanni Storti, Giacomo Poretti

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Rocco Moccagatta

Studiava giurisprudenza, ma andava più spesso al cinema di quanto avrebbe dovuto. D'altronde il padre l'ha portato per anni al cinema ogni sabato. Di cosa potrebbe dunque lamentarsi? Dopo l'università, fa la cosa giusta e comincia a occuparsi davvero di film, persino professionalmente. Oggi lo insegna pure, il cinema, in IULM e in altre università del regno, soprattutto il cinema classico e il cinema dei generi popolari, la sua passione da sempre. Per campare guarda anche molta televisione, visto che lavora come scenarista e analista dei media presso la factory di media research Neopsis (non si pronuncia Neopsais, eh...). Ha scritto e scrive da tante parti, da Duel/Duellanti a Marla, da Ottoemezzo a L'officiel Homme. Nel tempo, ha scoperto che gli piace molto il cinema italiano di ieri e di oggi e che si può non vergognarsene. Il riconoscimento più prezioso è stato essere ribattezzato "Giancarlo Cianfrusaglie" da Maccio Capatonda.

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