Sola al mio matrimonio di Marta Bergman - la recensione di FilmTv

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La citazione

«Lui adesso vive ad Atlantide / con un cappello pieno di ricordi / ha la faccia di uno che ha capito / e anche un principio di tristezza in fondo all'anima / nasconde sotto il letto barattoli di birra disperata / e a volte ritiene di essere un eroe. (Francesco De Gregori - Atlantide)»

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Matteo Bailo

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Recensione pubblicata su FilmTv 09/2020

Sola al mio matrimonio


Regia di Marta Bergman

In viaggio tra Bucarest e Liegi, Marta Bergman preferisce i fratelli Dardenne al connazionale Lucian Pintilie, il regista di Terminus Paradis, e insegue da vicino la sua eroina Pamela, interpretata dall’attrice rom Alina Serban. Le incolla così la camera sui capelli arruffati e rossicci in continuità con i suoi documentari (questo titolo segna l’esordio al cinema narrativo) e la elegge a portavoce delle tante ragazze in fuga dall’essere “gitane”, dimenticando, per esempio, la potenza simbolica della Carmen di Bizet. La regista guarda con una certa estraneità la sua Pamela - la distinzione tra rumena e rom non è da poco - madre di una bimba e smaniosa di liberarsi della nonna tradizionalista, che però incanta con una struggente canzone zingara, Sola al mio matrimonio. Cosa può volere Pamela, graziosa e smaniosa di discoteche, brindisi e vestiti a fiori (indossa sempre una specie di orrendo accappatoio rosa), ancorata nella sua catapecchia gelata? Un marito francese o al limite anche belga come Poirot, forse proprio perché il film, presentato a Cannes 2018 nella sezione ACID, è prodotto dal Belgio. Pamela cerca il futuro marito in un’agenzia per cuori solitari e lo trova oltre frontiera nelle vesti di Bruno (Tom Vermeir) che la rispetta fin troppo, come tutti i civili e accoglienti belgi, mentre lei è un po’ selvatica e avida di piaceri primari. Marta Bergman riversa sullo schermo l’esperienza sul territorio e maneggia con abilità i materiali etnici in cerca dell’anima innocente di Pamela, che però finisce nel catalogo della “giovane rom” tentata da una vita migliore e respinta da nessun altro che da se stessa. Ognuno a casa sua.

I 400 colpi

MC
6
Sola al mio matrimonio (2018)
Titolo originale: Seule à mon mariage
Regia: Marta Bergman
Genere: Drammatico - Produzione: Belgio - Durata: 110'
Cast: Alina Serban, Tom Vermeir, Rebeca Anghel, Viorica Tudor, Marian Samu, Alexandra Dina, Maria Baciu, Dana Voicu, Adela Avram, Gabriel Horvath
Sceneggiatura: Marta Bergman, Laurent Brandenbourger

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Mariuccia Ciotta

Mariuccia Ciotta, giornalista e critico cinematografico, autrice di programmi radio-televisivi, ha scritto saggi e libri su autori e generi. Tra le sue pubblicazioni: Walt Disney – Prima stella a sinistra (Bompiani), Da Hollywood a Cartoonia (manifestolibri), Un marziano in tv (Rai/Eri), Rockpolitik (Bompiani), il Ciotta-Silvestri - Cinema (Einaudi), Il film del secolo (Bompiani). Ha diretto il quotidiano il manifesto.

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