Honey Boy di Alma Har'el - la recensione di FilmTv

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La citazione

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Marianna Cappi

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Recensione pubblicata su FilmTv 09/2020

Honey Boy


Regia di Alma Har'el

Un uomo di 22 anni viene sbalzato in aria mentre un aereo si fracassa al suolo. Un ragazzino di 12 anni viene sollevato nello stesso volo, dopo aver ricevuto una torta in faccia. È la stessa persona: Otis Lort, piccola star di una serie televisiva stile Disney e attore adulto in un blockbuster tipo Transformers. È, in realtà, Shia LaBeouf, che fa autoanalisi davanti alla cinepresa di Alma Har’el (la regista di Bombay Beach), raccontandoci la sua storia famigliare e l’origine dei suoi traumi. «L’unica cosa di qualche valore che mi ha dato mio padre è stato il dolore», dice verso la fine del film il protagonista. Ma lo dice senza aggressività, senza scatti di rabbia, così come sono raccontate in maniera piana e intimamente dolorosa, senza le svolte brutali che ci si potrebbe aspettare, le fasi della sua “educazione” alla vita, soprattutto il rapporto con un padre disilluso, drogato, alcolizzato, profondamente frustrato e leggermente geloso del successo del figlio bambino, del quale si atteggia a “manager”. In realtà è Otis, con i suoi guadagni, che manda avanti la loro vita nevrotica nelle stanze di un motel squallido della San Fernando Valley. Lucas Hedges e Noah Jupe sono i due Otis, mentre LaBeouf (autore della sceneggiatura) dà corpo, volto, rabbia trattenuta e disperazione a James, il padre tossicodipendente e reduce del Vietnam che faceva il clown nei rodeo. Suo padre: Jeffrey, ancora vivo e al quale è ancora legato. Ci vuole coraggio e sensibilità per scrivere e interpretare, senza strafare, senza vendicarsi né autocommiserarsi, un film come Honey Boy, che non è perfetto, ma molto umano.

I 400 colpi

PMB
5
MC
6
AC
7
SE
7
IF
6
RM
6
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7
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6
RMO
7
GAN
7
LP
5
ES
5
FT
7
media
6.1
Honey Boy (2019)
Titolo originale: Honey Boy
Regia: Alma Har'el
Genere: Biografico - Produzione: Usa - Durata: 94'
Cast: Shia LaBeouf, Lucas Hedges, Noah Jupe, FKA Twigs, Byron Bowers, Laura San Giacomo, Natasha Lyonne, Maika Monroe, Clifton Collins jr., Mario Ponce
Sceneggiatura: Shia LaBeouf

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Emanuela Martini

Capelli rossi, lettrice forte, brutto carattere (dicono). La prima volta mi hanno portata al cinema che avevo tre anni. Ci stavo dalle 2 alle 8, orario continuato. Praticamente, non ne sono più uscita: adesso ci sto anche dalle 8 alle 20, e a volte pesa. Ma la passione resta e non mi annoio (quasi mai). Onnivora: mi piace tutto (quando mi piace). Autori di culto: Michael Powell e Robert Altman. Serie: Twin Peaks e I Soprano forever. Rimpiango il cinema americano anni ’70 e il metabolismo dei trent’anni. Vivo in un disordine "escheriano", tra libri, oggetti, dvd, foto, abiti e scarpe, con Lucrezia, gatta petulante di 19 anni. Credo allo Stregatto (quello di Alice): qui in giro aleggia il sorriso di Blimp, Sibella e Oreste.

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