La volta buona di Vincenzo Marra - la recensione di FilmTv

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La citazione

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Recensione pubblicata su FilmTv 10/2020

La volta buona


Regia di Vincenzo Marra

La volta buona, certo. Ma per chi? Forse per Massimo Ghini, che per molti deve farsi perdonare i cinepanettoni (assurdo: alcuni duetti con De Sica restano straordinari!) e l’adesione alla commedia popolare e qui conferma, se ce ne fosse bisogno, la sua recitazione in levare dietro l’esuberanza. Oppure per Max Tortora, a lungo liquidato quale puro corpo comico, ma qui (come in La terra dell’abbastanza) capace di mortificarsi fisicamente (capelli spioventi con la riga in mezzo…) e di dire la disperazione con una battuta («Ho fatto pure il mortuario!»). O, ancora, per Vincenzo Marra. Che, va detto, azzecca lo spunto, gli interpreti, il tono, con quel senso di tragico appena fuori dall’inquadratura, suggerito da uno sguardo, da una mezza parola, da un gesto. Gli manca solo la forza di concludere davvero questa storia di un procuratore calcistico in declino (Bartolomeo/Ghini), mangiato vivo dai debiti e dagli strozzini, ripudiato dalla famiglia, schifato da colleghi e dirigenti, graziato, appunto, dalla volta buona del titolo. Che può essere per lui la svolta: Pablito, un babycalciatore uruguayano pibe de oro da far fruttare in Italia. Peccato che fisicamente non prometta bene, e la sua salute sia a rischio, ma basterebbe chiudere un occhio. E lì, la voglia di commedia all’italiana cinica e mostruosa, alla Risi e Monicelli (quest’ultimo ideale modello dichiarato da Marra), si scioglie a sorpresa in quell’adulto disperato che nel momento più nero il bambino abbraccia piangendo, dopo tanto vagare per campi di calcio e periferie. E dietro Bartolomeo e Pablito, per un istante, sembra di intravedere Antonio Ricci e suo figlio Bruno.

I 400 colpi

PA
7
MG
6
RMO
7
RS
6
media
6.5
La volta buona (2020)
Titolo originale: -
Regia: Vincenzo Marra
Genere: Commedia drammatica - Produzione: Italia - Durata: 95'
Cast: Massimo Ghini, Ramiro Garcia, Massimiliano Tortora, Francesco Montanari, Gioia Spaziani, Massimo Wertmüller
Sceneggiatura: Vincenzo Marra

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Rocco Moccagatta

Studiava giurisprudenza, ma andava più spesso al cinema di quanto avrebbe dovuto. D'altronde il padre l'ha portato per anni al cinema ogni sabato. Di cosa potrebbe dunque lamentarsi? Dopo l'università, fa la cosa giusta e comincia a occuparsi davvero di film, persino professionalmente. Oggi lo insegna pure, il cinema, in IULM e in altre università del regno, soprattutto il cinema classico e il cinema dei generi popolari, la sua passione da sempre. Per campare guarda anche molta televisione, visto che lavora come scenarista e analista dei media presso la factory di media research Neopsis (non si pronuncia Neopsais, eh...). Ha scritto e scrive da tante parti, da Duel/Duellanti a Marla, da Ottoemezzo a L'officiel Homme. Nel tempo, ha scoperto che gli piace molto il cinema italiano di ieri e di oggi e che si può non vergognarsene. Il riconoscimento più prezioso è stato essere ribattezzato "Giancarlo Cianfrusaglie" da Maccio Capatonda.

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