Love, Antosha di Garret Price - la recensione di FilmTv

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La citazione

«You Cannot Be Serious! (John McEnroe)»

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Recensione pubblicata su FilmTv 18/2020

Love, Antosha


Regia di Garret Price

Che arrivi, sperabilmente, in tarda età o irrompa, tragicamente, in gioventù, viene spontaneo inserire la morte in uno schema narrativo per trovarle una parvenza di senso. A volte, però, è semplicemente impossibile, perché tempistica e circostanze sono di un’assurdità irrisolvibile. Vale per Anton Yelchin, attore statunitense nato in Russia, morto nel 2016 a soli 27 anni, schiacciato contro il cancello di casa dal suo stesso SUV, che poi si scoprì esser sul punto di venir ritirato perché appartenente a un lotto difettoso. Assurdo, appunto, anche perché - apprendiamo in questo piccolo e commosso doc-tributo - Yelchin, affetto da fibrosi cistica, con lo spettro di una morte precoce conviveva da anni. Non apparteneva ancora pienamente allo stardom globale, ma il suo curriculum conta ben 69 crediti come attore e doppiatore: aveva cominciato da ragazzino, riconosciuto subito dai colleghi come un talento straordinario, e si era costruito una carriera solida tra blockbuster (come gli Star Trek di J.J. Abrams) e progetti indipendenti (come Like Crazy di Drake Doremus, qui produttore). Coltivava le parallele professioni di fotografo e musicista, e, cinefilo vorace, si preparava alla regia. Impossibilitato a trovare un senso a questa biografia interrotta, Love, Antosha affastella home movie, disegni, appunti, foto e footage fuori scena, e tantissime interviste a registi e co-star, oltre che ad amici e genitori: ne esce il ritratto frammentato e travolgente di un giovane e poliedrico artista, una finestra sulla caleidoscopica intimità di un attore, un omaggio inaspettatamente capace di scalfire la superficie luminosa e artificiale del divismo hollywoodiano.

I 400 colpi

AC
7
RMO
7
FT
7
media
6.7
Love, Antosha (2019)
Titolo originale: Love, Antosha
Regia: Garret Price
Genere: Documentario - Produzione: Usa - Durata: 92'

Musiche: Saul Simon, MacWilliams
Montaggio: Garret Price
Fotografia: Radan Popovic

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Alice Cucchetti

Nasce a Busto Arsizio, studia a Bologna, vive a Milano. I suoi genitori le hanno sempre detto di non guardare i telefilm, inevitabilmente indirizzandola verso un consumo appassionato e compulsivo di serialità televisiva. Tra gli autori storici di Serialmente.com e co-fondatrice di Mediacritica.it, ha curato la rubrica Cinetv di "Nocturno" e ha collaborato, tra gli altri, con Best Movie, Best Serial, Abbiamoleprove, Grazia.it, Osservatorio Tv. Ama le canzoni con i finali tristi, gli androidi paranoici, i paradossi temporali, i gatti e il cioccolato. Oltre che sulle pagine di Film Tv, dove cura le rubriche Serial Minds e Telepass, chiacchiera ai microfoni di "Pilota - Un podcast sui telefilm", il programma sulle serie tv di Querty.it.

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