Time to Hunt di Yoon Sung-hyun - la recensione di FilmTv

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Mariuccia Ciotta

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Recensione pubblicata su FilmTv 19/2020

Time to Hunt


Regia di Yoon Sung-hyun

Corea del Sud, in un futuro imprecisato. Quando Jun-seok esce di prigione, dopo tre anni, trova il paese in pieno disfacimento economico, climatico ed etico. Per scappare serve mettere a segno un colpo, pericoloso ma redditizio. Come ormai insegnano anche le onorificenze più alte assegnate in ambito cinematografico, il feeling tra il cinema sudcoreano e i generi cinematografici è una faccenda consolidata. Specie per la capacità di mescolare tra loro i suddetti generi. Mai però era capitato di poterne enumerare così tanti differenti come in Time to Hunt, ritorno alla regia dopo nove anni di Yoon Sung-hyun (Bleak Nights). Action, noir, thriller con elementi slasher, sci-fi distopica, heist movie, western e film di guerra: c’è posto per un po’ di tutto questo, nei 134 indulgenti minuti di Time to Hunt. Ed è soprattutto il lato slasher a stupire, trasformando il gioco di gatto e topo che si instaura tra l’assassino inarrestabile, Han, e il coraggioso Jun-seok in un inseguimento ad altissima tensione, in cui prevale una sensazione di crescente impotenza. Time to Hunt vive di singole e magistrali sequenze, come la sparatoria nell’ospedale deserto, di fronte alle quali il contesto generale - un futuro prossimo distopico, con la Corea in malora - finisce per risultare appena abbozzato e passare decisamente in secondo piano. A contare, come da titolo, è la caccia: una sfida selvaggia, che si estende fino a tormentare i sogni di Jun-seok. Merito della regia di Yoon, di una colonna sonora che non lascia tregua e dell’antagonista Park Hae-soo, che contende al Bardem di Non è un paese per vecchi il primato di tizio da non incrociare in nessun caso sul proprio cammino.

I 400 colpi

PMB
5
MC
6
AC
7
AF
7
MG
7
MM
7
RMO
7
LP
6
ES
7
RS
6
media
6.4
Time to Hunt (2020)
Titolo originale: Sanyangeui sigan
Regia: Yoon Sung-hyun
Genere: Azione/Sci-fi - Produzione: Corea del Sud - Durata: 134'
Cast: Lee Jehoon, Jae-hong Ahn, Woo-sik Choi, Jung-min Park, Hae-soo Park, Sung-ha Jo, Won-hae Kim
Sceneggiatura: Yoon Sung-hyun

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Emanuele Sacchi

Nato nella città delle due discoteche e 106 farmacie, presto smarrito nei meandri del rock e del cinematografo. È ingegnere informatico, benché si finga pensatore umanista. Giornalista pubblicista, critico cinematografico e musicale, collabora con FilmTv, MYmovies.itRumore, Filmidee, Asiaexpress ed è direttore della testata web Hong Kong Express (www.hkx.it). È autore di 50x35mm - Soundtrack Rumorose (Homework, 2016), con Stefano Locati di Il nuovo cinema di Hong Kong - Voci e sguardi oltre l'handover (Bietti, 2014) e con Francesca Monti di Richard Linklater - La deriva del sogno americano (Bietti, 2017). Film: Apocalypse Now (ma non Redux). Album: Forever Changes dei Love (anche per il titolo).

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