PJ Harvey - A Dog Called Money di Seamus Murphy - la recensione di FilmTv

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Mauro Gervasini dice che Il buono, il brutto e il cattivo è il film da salvare oggi in TV.
Su RaiMovie alle ore 21:10.

Scompare a 90 anni l'attore feticcio di Ingmar Bergman, indimenticabile in Il settimo sigillo , in seguito “rubato” da Hollywood per ruoli memorabili. A cominciare da padre Merrin in L’esorcista. Riproponiamo l'articolo pubblicato su Film Tv in occasione del suo ottantesimo compleanno.

Si sta trasformando il dibattito su un tema maledettamente serio come il razzismo nella solita farsa. Per una volta, però, non siamo solo noi italiani a sfidare il senso del ridicolo, visto che una catena di supermercati svizzera ha deciso di ritirare i mitici Moretti solo perché si chiamano così. Ai Moretti Tommaso Labranca dedicò un suo Collateral nel 2011, urgente e formidabile oggi più di ieri.

Su Film Tv n° 23 abbiamo dedicato un Serial Graffiti all'universo di True Detective . Qui vi riproponiamo la recensione della prima stagione.

L'esorcista di William Friedkin è in streaming su Prime Video

Una delle uscite (annullate) del mese è un film di un autore spesso segnalato nella nostra rubrica Scanners. Doppia pelle di Quentin Dupieux era programmato per il 19 marzo. Recuperiamone un altro, tra i suoi, mai arrivato in Italia.

La citazione

«Il banco di prova di un'intelligenza di prim'ordine è la capacità di tenere due idee opposte in mente nello stesso tempo e, insieme, di conservare la capacità di funzionare (Francis Scott Fitzgerald)»

scelta da
Emanuela Martini

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Recensione pubblicata su FilmTv 21/2020

PJ Harvey - A Dog Called Money


Regia di Seamus Murphy

Tra 2011 e 2014 PJ Harvey segue in Kosovo, in Afghanistan e a Washington il fotografo Seamus Murphy, autore dei 12 Short Films che nel 2011 avevano accompagnato Let England Shake - l’album dell’apertura, per la superba cantrice di fantasmi interiori, al fuori, al mondo, a un inedito tipo di demoni. Ne nascono un libro; un disco, The Hope Six Demolition Project (dal programma Usa per la demolizione dell’edilizia popolare in zone ad alta criminalità), registrato a Londra in session aperte al pubblico, e un film. Spoiler alert: il rischio c’era, eccome, ma alla fine no, non è il diario della rockstar in compassionevole visita presso il lato sventurato del mondo. Si rimpicciolisce, Polly Jean, camminando per Kabul o assistendo a una funzione gospel ad Anacostia. Le sue impressioni - rapsodici appunti per musica ancora a venire - punteggiano le immagini registrate nel viaggio o nelle session (con signori del calibro di Mick Harvey, John Parish, Flood e il nostro Enrico Gabrielli), sovrapponendosi ai volti e alle canzoni, confondendosi le une nelle altre come a ricomporre una frattura insanabile. Quella tra la Washington dei set e degli uomini in trench diretti alle loro riunioni, «un sacco di riunioni», e la periferia nera in cui Paunie e i suoi amici rappano in coro sul tema «money money sex sex» (e dove Paunie, indicando i posti in cui ha rischiato la vita, disegna nell’aria un’immaginaria topografia della violenza). O quella tra Harvey stessa e i luoghi che si aprono ai suoi occhi: «Era gente di campagna» dice mentre entra in una casa devastata dalla guerra dei Balcani «e io sto camminando sulle loro cose coi miei costosi sandali di pelle». 

I 400 colpi

MM
7
GAN
7
GS
7
media
6.8
PJ Harvey - A Dog Called Money (2019)
Titolo originale: A Dog Called Money
Regia: Seamus Murphy
Genere: Documentario - Produzione: Irlanda/Gb/Usa - Durata: 94'

Sceneggiatura: Seamus Murphy
Musiche: PJ Harvey
Fotografia: Seamus Murphy

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