Magari di Ginevra Elkann - la recensione di FilmTv

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La citazione

«All work and no play makes Jack a dull boy»

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Recensione pubblicata su FilmTv 21/2020

Magari


Regia di Ginevra Elkann

«Si dice sempre», come scrive Walter Siti nel suo ultimo romanzo (La natura è innocente - Due vite quasi vere, Rizzoli), «che gli adolescenti sono spensierati, ma se c’è un’età in cui si è indaffaratissimi di testa è proprio l’adolescenza - una vita da inventare, la sensazione di doversi assumere subito degli impegni senza sapere a chi dare fiducia». Come capita a Seb, Jean e Alma, tre fratelli in bilico tra l’età dell’oro e l’età del grigio, scaraventati da Parigi, dove vivono con la madre, nelle braccia di un padre assente. Siamo sul finire degli anni 80, una stagione nella quale le famiglie si rivelano disfunzionali, con gli adulti impegnati a realizzarsi al di fuori dei ruoli genitoriali e i figli ancora legati a un modello di famiglia ideale, più immaginario che reale. Magari, l’esordio alla regia di Ginevra Elkann (primo titolo, disponibile dal 21 maggio 2020, delle quattro prime assolute proposte da RaiPlay in collaborazione con RaiCinema) è un manuale d’educazione sentimentale e familiare intriso di modi, mode e umori che hanno segnato un decennio e che guardati con sguardo retrospettivo s’ammantano di malinconia. Un film che sfugge il realismo (quando si ha a che fare con i ricordi la memoria a volte sbiadisce, e allora occorre sopperire con l’immaginazione), che crea strani cortocircuiti (le scene con Brett Gelman - Martin in Fleabag e Murray Bauman in Stranger Things -, quando l’attore, improvvisando, cerca di far “inciampare” i giovani protagonisti, tutti e tre esordienti, impegnati a tenere la parte). Ma Magari è anche un’autobiografia “appaltata”, un modo indiretto che la regista ha trovato per parlare di sé. 

I 400 colpi

PMB
5
FDM
7
SE
4
IF
5
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6
RM
5
MM
7
EM
7
FM
3
RMO
7
GAN
7
LP
6
ES
8
GS
6
FT
4
media
5.8
Magari (2020)
Titolo originale: -
Regia: Ginevra Elkann
Genere: Drammatico - Produzione: Italia/Francia - Durata: 104'
Cast: Riccardo Scamarcio, Alba Rohrwacher, Milo Roussel, Céline Sallette, Brett Gelman, Ettore Giustiniani, Oro De Commarque, Benjamin Baroche, Luigi Catani
Sceneggiatura: Chiara Barzini, Ginevra Elkann

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pensierino della sera:
«Il critico non fa il cinema, ci va. La sua grandezza – non il suo limite – è questa: teniamocela stretta»
buon proposito del mattino:
«Il critico se vuole uscire dalla marginalità deve inventarsi nuovi modi di scrivere, parlare, far passare il cinema, il pensiero che il cinema mette ancora in forma»

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