Casa Shakespeare di Kenneth Branagh - la recensione di FilmTv

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La citazione

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Recensione pubblicata su FilmTv 22/2020

Casa Shakespeare


Regia di Kenneth Branagh

Non poteva non accadere: Kenneth Branagh, che nel 1989 sfidò con Enrico V il mito Laurence Olivier e che ha poi attraversato molti umori shakespeariani, non poteva non arrivare (con un naso finto da far invidia a quelli esibiti da Orson Welles nei suoi film) a interpretare “Will” in persona: uno Shakespeare vecchio e scamiciato che, dopo l’incendio del Globe Theatre, è tornato da “pensionato” nella casa di Stratford-upon-Avon, con la moglie e le due figlie. Rimpiange il figlio morto bambino e si dedica al giardinaggio come a un allestimento teatrale (con risultati tutt’altro che equivalenti). Sceneggiato da Ben Elton (autore comico di punta della tv britannica anni 90, con la serie Blackadder, che rivisita intrighi cavallereschi medievali), Casa Shakespeare è una storia di famiglia autunnale, fatta di passioni sopite e rimproveri mai sotterrati, di malinconie, bisticci, incomprensioni, tenerezze e qualche scandalo. Nonostante i costumi, più vicina all’amarezza moderna di Nel bel mezzo di un gelido inverno che al fasto extra-large di Hamlet. Per nulla teatrale, nonostante l’incalzare dei dialoghi (e dei veloci, battenti monologhi di Branagh), gioca sulla luce delle candele e su larghe porzioni di schermo scuro a inquadrare primissimi piani, soprattutto di Shakespeare e della moglie Anne (Judi Dench). Memorabile il duetto tra Branagh e Ian McKellen, che viene in visita come conte di Southampton, destinatario, in gioventù, di alcuni sonetti, compreso il celeberrimo n. 29, «Quando in disgrazia con la fortuna e agli occhi degli uomini...», che nella scena i due invecchiati istrioni si rimandano reciprocamente.

I 400 colpi

EM
7
Casa Shakespeare (2019)
Titolo originale: All Is True
Regia: Kenneth Branagh
Genere: Drammatico/Biografico - Produzione: Gb - Durata: 101'
Cast: Kenneth Branagh, Judi Dench, Ian McKellen, Lydia Wilson, Kathryn Wilder, Nonso Anozie, Lolita Chakrabarti, Darryl Clark, Jack Colgrave Hirst, Doug Colling, John Dagleish, Eleanor de Rohan
Sceneggiatura: Ben Elton

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Emanuela Martini

Capelli rossi, lettrice forte, brutto carattere (dicono). La prima volta mi hanno portata al cinema che avevo tre anni. Ci stavo dalle 2 alle 8, orario continuato. Praticamente, non ne sono più uscita: adesso ci sto anche dalle 8 alle 20, e a volte pesa. Ma la passione resta e non mi annoio (quasi mai). Onnivora: mi piace tutto (quando mi piace). Autori di culto: Michael Powell e Robert Altman. Serie: Twin Peaks e I Soprano forever. Rimpiango il cinema americano anni ’70 e il metabolismo dei trent’anni. Vivo in un disordine "escheriano", tra libri, oggetti, dvd, foto, abiti e scarpe, con Lucrezia, gatta petulante di 19 anni. Credo allo Stregatto (quello di Alice): qui in giro aleggia il sorriso di Blimp, Sibella e Oreste.

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