Tony Driver di Ascanio Petrini - la recensione di FilmTv

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La citazione

«sarà mica la maniera di lavorare… non si lavora così dai… ogni lavoro anche il più banale necessita di un minimo di regia»

scelta da
Andrea Bellavita

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Recensione pubblicata su FilmTv 24/2020

Tony Driver


Regia di Ascanio Petrini

C’è un confine, innanzitutto. Separa il Messico dagli Stati Uniti ed è qui che clandestini disperati ogni giorno cercano di passarlo in cerca del Sogno americano. Pasquale Donatone lo conosce bene: sta da 40 anni negli Usa, da quando arrivò bambino da Bari con i genitori. Si è fatto una famiglia, moglie, divorzio, e due figli. Conosce quel muro perché, da tassista a Yuma, aiutava i clandestini a passare quel varco. Ma c’è un altro confine. Ed è quello che separa la realtà dalla finzione, non solo in senso cinematografico, come nell’incipit del film. Perché in quel viavai illegale, Pasquale, che per tutti è “Tony Driver”, viene scoperto dalla polizia, arrestato e rimpatriato in Italia, non essendo tra l’altro, per propria colpa, mai diventato legittimamente cittadino americano. E adesso sta in Puglia, vivendo in una roulotte con bandiera a stelle e strisce sulla porta, sognando di tornare lì dove è tutta la sua vita. E per farlo escogita un sistema paradossale: andare in Messico e tentare lui, stavolta, di entrare in modo illecito negli States. L’opera d’esordio di Ascanio Petrini illumina un personaggio reale, un loser ossessionato dalla nostalgia americana, senza più terra, famiglia e lavoro, e lo rende simbolo di tenacia folle e desolata. Un antieroe, il cui corpo estirpato dal suo territorio vive ora in una “prigione” a cielo aperto, illudendosi soltanto di sfiorare quel confine, dove il deserto incombe e il mito della Frontiera si sfalda nella nostalgia. Echi di un western che si chiude prima di ogni ultimo, forse fatale passo, restando in quel limbo dannato, come una partita di baseball solo immaginata.

I 400 colpi

PA
7
MC
6
MM
5
LP
5
GS
5
RS
6
media
5.9
Tony Driver (2019)
Titolo originale: -
Regia: Ascanio Petrini
Genere: Docufiction - Produzione: Italia/Messico - Durata: 73'

Sceneggiatura: Ascanio Petrini
Musiche: Francesco Cerasi
Fotografia: Mario Bucci

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