White Flowers di Marco De Angelis, Antonio Di Trapani - la recensione di FilmTv

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Su Sky Cinema Suspense alle ore 22:45.

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Si sta trasformando il dibattito su un tema maledettamente serio come il razzismo nella solita farsa. Per una volta, però, non siamo solo noi italiani a sfidare il senso del ridicolo, visto che una catena di supermercati svizzera ha deciso di ritirare i mitici Moretti solo perché si chiamano così. Ai Moretti Tommaso Labranca dedicò un suo Collateral nel 2011, urgente e formidabile oggi più di ieri.

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L'esorcista di William Friedkin è in streaming su Prime Video

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La citazione

«Povero pensiero... finisce sempre per sfracellarsi contro il muro dei fatti. (Lev Troskij)»

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Adriano Aiello

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Recensione pubblicata su FilmTv 24/2020

White Flowers


Regia di Marco De Angelis, Antonio Di Trapani

Un uomo solitario, schivo, di poche parole, autoemarginatosi dal mondo. Non ricorda nulla del suo passato. Di lui sappiamo soltanto che si è risvegliato in una camera d’albergo con una pistola e una ferita alla fronte. Yuki è una fumettista giapponese in crisi creativa arrivata in Italia in cerca di storie. Si incontrano e decidono di partire insieme per un viaggio con destinazione ignota. Lo scopo è ritrovare un posto ritratto in una vecchia Polaroid, unico indizio che lui ha dei suoi anni precedenti. In White Flowers l’immagine che domina non appare immediata, ma sempre duplicata, moltiplicata da superfici riflettenti o da dispositivi di visione o di ripresa che sparpagliano i punti di osservazione stabilendo così un costante regime di confusione: quelli che crediamo flashback sono realmente rievocazioni di un passato dimenticato o rielaborazioni immaginate dalla disegnatrice? Vengono in mente le parole del cameraman Sandor Krasna che in Sans soleil riflette sulla fallibilità dell’attività mnemonica: «Avrei trascorso la vita a interrogarmi sulla funzione del ricordo, che non è il contrario dell’oblio, quanto piuttosto il suo rovescio. In realtà non si ricorda mai, ma si riscrive la memoria così come si riscrive la storia». Quello di Marco De Angelis e Antonio Di Trapani è un film affascinante (per quanto detto) e allo stesso tempo respingente, quando si compiace troppo dei propri eccessi (tra stilizzazione dell’impianto figurativo e barocchismi di scrittura), dismisure che, se non si sanno controllare, rischiano di oscurare quanto c’è di buono dando soltanto risalto alla parte ombelicale del progetto.

I 400 colpi

PA
8
MC
6
MM
6
RMO
5
RS
6
media
6.0
White Flowers (2020)
Titolo originale: -
Regia: Marco De Angelis, Antonio Di Trapani
Genere: Drammatico - Produzione: Italia - Durata: 120'
Cast: Ivan Franek, Yuki Iwasaki, Hayase Mami, Hal Yamanouchi, David Paryla, Pietro Faiella, Felice V. Bagnato, Enzo de Liguoro, Carmelo Giordano
Sceneggiatura: Marco De Angelis, Antonio Di Trapani
Montaggio: Marco De Angelis, Antonio Di Trapani

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Matteo Marelli

Nota biografica in forma di plagio (Io copio talmente tanto che neppure più me ne accorgo):
pensierino della sera:
«Il critico non fa il cinema, ci va. La sua grandezza – non il suo limite – è questa: teniamocela stretta»
buon proposito del mattino:
«Il critico se vuole uscire dalla marginalità deve inventarsi nuovi modi di scrivere, parlare, far passare il cinema, il pensiero che il cinema mette ancora in forma»

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