The Last Days of American Crime di Olivier Megaton - la recensione di FilmTv

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Emanuela Martini

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Recensione pubblicata su FilmTv 24/2020

The Last Days of American Crime


Regia di Olivier Megaton

«Tu guardi troppi film!», si dice a un certo punto a un gangster che si atteggia a boss. E, poco prima, si è citato il «fottuto» John Wayne e persino intravisto in tv Ombre rosse. Saranno istruzioni per l’uso? Forse sì, ma The Last Days of American Crime guarda più alla grande tradizione del cinema noir, come già il fumetto di partenza di Rick Remender e Greg Tocchini, da anni sempre sul punto di diventare film. I personaggi sono quelli, infatti: il rapinatore silenzioso e introverso (Ramírez, catatonico), la femme fatale più scaltra di tutti, il criminale sadico con un conto in sospeso con la famiglia (Pitt, che fa il pazzo per darsi un tono), l’uno contro l’altro nel colpo della vita. Certo, da Olivier Megaton (Colombiana, Taken 2 e 3), uno di quei registi un po’ videoclippari cresciuti all’ombra di Luc Besson e, come lui, imprigionato in un rapporto irrisolto di amore/odio con Hollywood, non è sensato aspettarsi Le catene della colpa, e neppure Due vite in gioco. Ma è intrigante lo sfondo, come spesso nei fumetti di Remender, avvezzo ai pastiche spericolati: un’America para-dittatoriale dietro l’angolo che sta per inibire, con un segnale radio, qualsiasi comportamento illecito (e, nel graphic novel, sul punto di trasformare la carta moneta in valuta digitale), quindi rendendo impossibile ogni crimine e obsolete le forze dell’ordine. Uno spunto da perfetta distopia contemporanea - fin troppo, nel suo auto-compiacimento sulle violenze della polizia - che resta però inerte, senza uno sviluppo sensato (come pure il plot laterale di un poliziotto in crisi, di rara inutilità). E la durata (sfibrante) di 149’ è solo l’ultimo dei crimini di Netflix nel dare carta bianca a chiunque.

The Last Days of American Crime (2020)
Titolo originale: The Last Days of American Crime
Regia: Olivier Megaton
Genere: Azione/Gangster - Produzione: Usa - Durata: 148'
Cast: Édgar Ramírez, Anna Brewster, Michael Pitt, Sharlto Copley, Mohammad Tiregar, Jay Anstay, Inge Beckmann
Sceneggiatura: Karl Gajdusek, Karl Gajdusek

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Rocco Moccagatta

Studiava giurisprudenza, ma andava più spesso al cinema di quanto avrebbe dovuto. D'altronde il padre l'ha portato per anni al cinema ogni sabato. Di cosa potrebbe dunque lamentarsi? Dopo l'università, fa la cosa giusta e comincia a occuparsi davvero di film, persino professionalmente. Oggi lo insegna pure, il cinema, in IULM e in altre università del regno, soprattutto il cinema classico e il cinema dei generi popolari, la sua passione da sempre. Per campare guarda anche molta televisione, visto che lavora come scenarista e analista dei media presso la factory di media research Neopsis (non si pronuncia Neopsais, eh...). Ha scritto e scrive da tante parti, da Duel/Duellanti a Marla, da Ottoemezzo a L'officiel Homme. Nel tempo, ha scoperto che gli piace molto il cinema italiano di ieri e di oggi e che si può non vergognarsene. Il riconoscimento più prezioso è stato essere ribattezzato "Giancarlo Cianfrusaglie" da Maccio Capatonda.

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